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càntaro

sm. [sec. XV; dal greco kántharos].

1) Vaso greco a forma di coppa profonda con alto piede e due grandi anse che sormontano l'orlo, sacro a Dioniso. La forma è comune anche in Etruria (cantari di bucchero). In particolare, gruppo del cantaro, gruppo di vasi apuli risalenti alla fine del sec. IV a. C.: grandi teste femminili ne costituiscono il caratteristico motivo decorativo.

2) Variante di cantero nel senso 1.

3) Pesce marino (Spondyliosoma cantharus) appartenente alla famiglia degli Sparidi, noto anche con il nome di tanuta. Il corpo è ovale, molto compresso, con testa piccola. La colorazione varia a seconda del sesso. Come molte altre specie di Sparidi, il cantaro è ermafrodita e presenta un'inversione di sesso con l'età: ma, al contrario che in altre specie, gli esemplari giovani, di colore grigio rosato, sono di sesso femminile, mentre gli adulti, che assumono una colorazione blu, sono di sesso maschile. Il cantaro è una specie che raggiunge la lunghezza di 50 cm ed è comune in tutto il Mediterraneo, presso la costa. Le sue carni non sono molto apprezzate.

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Cantaro