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càrico

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Lessico

(ant. o lett. carco), sm. (pl. -chi) [sec. XIII; da caricare].

1) L'azione del caricare: carico e scarico della merce; nave da carico , mercantile.

2) In senso concr., ciò che viene caricato sull'apposito mezzo di trasporto: un carico di pietrisco; fare il carico , caricare il mezzo; viaggiare a pieno carico , in maniera che tutto lo spazio disponibile sia occupato, anche fig.: ricevere un carico di legnate, cioè legnate in quantità. In particolare, in marina, l'insieme delle merci caricate su una nave e il limite massimo di peso che una nave può sopportare. Precise norme regolano, in tutti i Paesi, la disposizione, le caratteristiche metriche (ingombro) e il peso dei carichi viaggianti su mezzi da trasporto su strada o binario. Tali norme condizionano strettamente lo sviluppo e l'economicità dei trasporti su strada e spesso sono assai difformi da Paese a Paese, anche se organismi internazionali si sforzano di promuovere la loro unificazione almeno entro determinati ambiti geografici. In Italia il limite massimo di carico per autoveicoli è di 10 t/asse o di 14 per veicoli con assale posteriore doppio.

3) Fig., peso, onere di qualsiasi genere che comporta preoccupazioni e responsabilità; gravame: avere il carico della famiglia; carico di coscienza, rimorso per una colpa commessa; farsi carico di qualche cosa, preoccuparsene, darsene scrupolo; far carico di una cosa a qualcuno, attribuirgliene la responsabilità; carico fiscale, l'insieme delle imposte gravanti sui cittadini; a carico di, contro, a danno di: sanzione prevista a carico dei trasgressori; testimone a carico, d'accusa; con altro senso, a spese di, imponibile a: tassa a carico del destinatario; persone a carico, al cui sostentamento provvede un altro (di solito detto dei familiari che non lavorano rispetto al capofamiglia); vivere a carico di qualcuno; avere qualcuno a carico, provvedere al suo mantenimento. Nell'uso commerciale, l'entrata di merci, beni, valori: registri di carico. Ant. o lett., anche incarico, compito, mansione: “A Livio il poeta fu dato il carico di scrivere un inno” (Pascoli).

4) Nel gioco della briscola, carta di valore elevato (asso e tre).

5) In sedimentologia, l'insieme dei materiali trasportati da un corso d'acqua. A seconda delle modalità di trasporto si parla di carico in sospensione, carico in soluzione, carico di fondo.

6) Dizione generica per indicare un elemento fisico (forza, peso, lavoro, potenza) che interessa un componente, una macchina, un'apparecchiatura, una struttura, ecc. In particolare: A) in tecnologia meccanica, il carico su un cuscinetto corrisponde all'insieme di sollecitazioni cui il cuscinetto è sottoposto sia in condizioni di quiete (carico statico), sia durante il funzionamento (carico dinamico); il carico su una struttura è l'insieme dei pesi che la stessa deve sopportare; il carico di una caldaia è la produzione oraria di vapore, il carico massimo è la portata massima di vapore che la caldaia può erogare. B) In elettronica, resistore di carico di uno stadio amplificatore, il resistore posto all'uscita del componente attivo per prelevare il segnale amplificato: rappresenta più spesso un elemento circuitale che un carico utilizzatore vero e proprio. C) In aereodinamica, carico totale, la somma dei carichi di tutte le parti costituenti un aereo al decollo; carico alare, il rapporto tra il carico totale e la superficie portante dell'ala; vedi carico (aerodinamica). D) In scienza delle costruzioni, l'insieme dei pesi propri e delle forze esterne applicati a una costruzione o a una parte di essa. Si usa spesso l'espressione carico di lavoro per indicare il volume di produzione che deve essere svolto da un'unità produttiva o da un impianto.

Acustica

Sono detti carico acustico sia la potenza sonora erogata da una sorgente e assorbita da un componente di data impedenza acustica, sia il valore di detta impedenza, sia il componente stesso. Per esempio, il carico di un tubo, alimentato a un'estremità da un altoparlante e aperto all'altra, è sia la potenza irradiata dall'estremità aperta, sia la corrispondente impedenza di radiazione, sia il volume d'aria circostante il tubo.

Elettrotecnica

Il termine è usato con diverse accezioni per caratterizzare le prestazioni di un'apparecchiatura. In un generatore indica la potenza elettrica reale o apparente erogata, in un utilizzatore la potenza reale o apparente assorbita, in una linea la potenza convogliata. Sovente il termine carico, anziché la potenza, può indicare l'intensità di corrente. Si chiama carico nominale di una macchina o di un'apparecchiatura elettrica la potenza (o la corrente) che essa è capace di sopportare con continuità senza surriscaldamenti intollerabili. In tal senso si parla di generatori, linee, utilizzatori, ecc. che funzionano a pieno carico (carico nominale), a una frazione del carico nominale o in sovraccarico. Per carico orario si intende la potenza (o la corrente) che può essere erogata da un generatore, convogliata da una linea o assorbita da un utilizzatore per un'ora senza superare le temperature prescritte dalle norme. È di solito assai superiore al carico nominale (in servizio continuo). Il termine carico è spesso usato come sinonimo di utilizzatore: per esempio in un sistema trifase è detto carico equilibrato un utilizzatore le cui fasi assorbono correnti uguali e sfasate tra loro di 120º. Se ciò non si verifica si parla di carico squilibrato. Inoltre, in relazione alla natura dell'utilizzatore, si parla di carico resistivo, induttivo, capacitivo.

Radiotecnica e telecomunicazioni

Si dice carico artificiale di un radioricevitore o di un radiotrasmettitore, una resistenza di tipo antinduttivo, di adatto valore ohmico e capacità di dissipazione, che viene impiegata per adattare il circuito di ingresso di un ricevitore, o in genere di un amplificatore, all'impedenza di uscita di generatori di misura, oppure collegata all'uscita di un trasmettitore o in genere di un amplificatore, per misurare l'impedenza e la potenza di uscita. § Nelle telecomunicazioni, carico di un selettore telefonico, l'ammontare del traffico telefonico che viene affidato a un selettore.

Idraulica

È detto carico totale in un punto di una corrente la somma della quota del punto considerato, dell'altezza piezometrica e dell'altezza cinetica (vedi il teorema di Bernoulli). Per un liquido perfetto in moto permanente il carico totale è costante; nei liquidi reali si ha invece una diminuzione del carico totale nel senso del moto: tale perdita di carico è dovuta a dissipazione di energia meccanica per attriti, turbolenze, ecc. Si distinguono perdite di carico distribuite, provocate da resistenze al moto offerte da condotti di sezione costante o variabile gradualmente, e perdite di carico localizzate, dovute a brusche variazioni di sezione, gomiti, curve, diaframmi, presenza di valvole o altre singolarità o resistenze accidentali. Le perdite di carico distribuite, in regime vorticoso, sono direttamente proporzionali al quadrato della velocità del fluido e inversamente proporzionali al diametro del condotto o, per condotti a sezione diversa dalla circolare, al raggio idraulico della sezione. Le perdite di carico localizzate sono generalmente espresse da frazioni dell'altezza cinetica a valle della singolarità: sono quindi del tipo , dove λ è un coefficiente sperimentale dipendente dalla singolarità, che causa la perdita. In regime laminare, che si verifica con velocità basse, condotti di piccolo diametro e liquidi viscosi, la perdita di carico è direttamente proporzionale alla velocità e alla viscosità dinamica del liquido e inversamente proporzionale al suo peso specifico.