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cérchio

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Lessico

(ant. cérco), sm. [sec. XIII; latino circŭlus, dim. di circus, da cui deriva la forma ant. cérco].

1) Figura geometrica piana costituita da tutti i punti aventi da un punto dato (centro del cerchio) distanza minore o uguale a un numero positivo dato (raggio del cerchio); il luogo dei punti per i quali vale solo la relazione di uguaglianza è detto circonferenza e costituisce il contorno del cerchio Per estensione impr., la circonferenza stessa: disegnare un cerchio perfetto. Spesso i termini cerchio, circolo, circonferenza sono usati indifferentemente. Quadratura del cerchio, problema della geometria classica rimasto insoluto e, fig., impresa impossibile e assurda. §In matematica cerchio di convergenza di una serie di potenze nel campo complesso è il cerchio determinato dai punti del piano complesso per i quali la serie converge assolutamente. Il raggio di questo cerchio è il raggio di convergenza della serie data. In trigonometria, cerchio trigonometrico è un cerchio di raggio unitario e centro nell'origine di un sistema di assi cartesiani per mezzo del quale possono venire definite le funzioni trigonometriche.

2) Oggetto o elemento circolare chiuso, di legno o di metallo, con vari usi e funzioni. In particolare: A) fascia che avvolge e tiene unite le doghe di botti, tini, fusti e simili; rinforzo della struttura di ciminiere, cannoni e simili; cerchione: cerchio della ruota, parte esterna in cui sono fissati i raggi; fig.: dare un colpo al cerchio e uno alla botte, destreggiarsi tra opposte tendenze. B) Piccolo attrezzo, del diametro di ca. un braccio, usato in palestra, particolarmente nella ginnastica femminile, con impugnatura a una o due mani. Anche anello in legno o altro materiale leggero che i bambini fanno rotolare per gioco, sospingendolo con le mani o con un bastoncino. Fu già in uso col nome di trochós presso i Greci, per i quali, raccomandato da Ippocrate, assunse anche significato simbolico. Il diametro è variabile, in proporzione alla statura del giocatore. Lo si guida toccandolo a destra o a sinistra; imprimendogli al momento del lancio un accenno di rotazione all'indietro, ritorna al punto di partenza come il boomerang. Serve per esercizi di destrezza, ginnici o da circo. C) Grande anello di giunco che nell'Ottocento veniva posto in fondo alle gonne per tenerle larghe. D) Qualsiasi monile di forma circolare come anelli, braccialetti, orecchini, ecc.: portava al braccio tre cerchi d'oro; anche corona, ghirlanda: “di mammole / viole un cerchio tessendo” (Carducci). E) In anatomia, cerchio arterioso del cervello, collegamento anastomatico a forma di anello, localizzato alla base dell'encefalo, tra le due carotidi interne e le due arterie vertebrali.

3) Per estensione, oggetto, insieme di elementi, immagine che richiama la forma della figura geometrica o racchiude in circolo un'altra cosa: un cerchio di alberi, di colline; “piccola luna [la polenta], in un gran cerchio di vapori” (Manzoni); a cerchio, in forma circolare: piegare a cerchio; in cerchio, in giro, attorno: sedere, disporsi in cerchio; anche fig.: avere i cerchi agli occhi, le occhiaie; avere il cerchio alla testa, il mal di capo. Con sensi particolari: A) alone di luce, riflesso di un lume: il cerchio della luna; “cerchio di funebre chiarore” (Deledda). In meteorologia, cerchio parelico, vedi alone. B) Moltitudine, gruppo di persone disposte all'intorno con andamento circolare, spesso con intenti bellicosi: “d'uomini e d'arme cerchio aspro e pungente” (Tasso); più in genere, gruppo, adunanza di persone; crocchio: far cerchio intorno a qualcuno, disporglisi tutt'attorno in gran numero per ascoltarlo, festeggiarlo o anche minacciarlo. C) Fig., ambito di pensieri, conoscenze, opinioni personali: “rigirandosi in un cerchio ristrettissimo di idee, d'impressioni e d'immagini” (Giacosa). D) Nell'Inferno dantesco, ognuno dei gironi in cui è suddivisa la voragine a forma d'imbuto: “Così discesi del cerchio primaio / giù nel secondo” (Dante). E) Secondo la dottrina tolemaica e in genere nell'uso poetico, sfera o volta celeste; orbita degli astri: “s'io trascorro il ciel di cerchio in cerchio” (Petrarca).

4) Cerchio della morte: manovra acrobatica eseguita da motociclisti su una pista circolare a pareti verticali o da aerei in volo. In aeronautica, denominazione di looping.

Astronomia

Il termine cerchio, talvolta sostituito dal termine circolo, è usato per indicare sia strumenti astronomici o geodetici, o parti di essi, sia intersezioni della sfera celeste con piani particolari. Alla prima categoria appartengono il cerchio azimutale o cerchio orizzontale, il cerchio di declinazione, il cerchio meridiano. Il cerchio azimutale è una scala graduata circolare parallela all'orizzonte del luogo, collegata con un traguardo o con un cannocchiale, che, applicata al mortaio delle bussole sopra la rosa dei venti, o a un teodolite, permette di effettuare rilevamenti di angoli azimutali. Il cerchio di declinazione è una scala graduata perpendicolare all'equatore in un cannocchiale o telescopio a montatura equatoriale. Il cerchio meridiano è uno strumento astronomico in grado di muoversi unicamente nel piano del meridiano, con l'asse di rotazione orientato da Est verso Ovest; è impiegato soprattutto nelle determinazioni di tempo e delle coordinate esatte degli astri. Nella seconda categoria si distingue tra cerchi massimi, che sono determinati dall'intersezione della sfera celeste con piani passanti per il suo centro, cioè per l'osservatore, e cerchi minimi o minori, determinati dall'intersezione della sfera celeste con piani non passanti per il suo centro. Tra i cerchi massimi hanno interesse il cerchio orario o cerchio di ascensione, il cerchio verticale, il cerchio meridiano o meridiano, il cerchio di longitudine, il cerchio costituito dai due coluri. Il cerchio orario passa per i poli celesti e per l'astro del quale si vuole misurare la declinazione. Il cerchio verticale passa per lo zenit, il nadir e l'astro del quale si vuole misurare l'altezza o l'azimut. Il cerchio meridiano passa per la verticale del luogo e per i poli celesti. Il cerchio di longitudine passa per i poli dell'eclittica e per l'astro del quale si vuole misurare la longitudine. Il cerchio dei coluri passa per i punti equinoziali e per i punti solstiziali dell'eclittica. Tra i cerchi minimi hanno interesse il cerchio di altezza, o almucantarat, e il cerchio diurno. Il cerchio di altezza di un astro è il cerchio determinato dall'intersezione della sfera celeste con il piano parallelo all'orizzonte del luogo e passante per l'astro. Il cerchio diurno è quella parte di cerchio minimo, o anche massimo, percorsa apparentemente da un astro durante le ore del giorno.

Botanica

Cerchio delle streghe, forme anulari concentriche, talora presenti in prati e radure, dovute alla presenza nel terreno di Funghi della divisione Basidiomiceti il cui micelio secondario, sviluppandosi radialmente in tutte le direzioni, origina lungo il suo bordo una formazione circolare di basidiocarpi. Una volta esaurite le sostanze organiche, il micelio riprende il suo sviluppo invadendo una fascia di terreno più esterna, sulla quale ripeterà la precedente struttura. La crescita del micelio fungino a spese delle sostanze organiche del terreno ne determina un certo impoverimento a danno del manto erboso eventualmente presente, che pertanto tende a ingiallire e disseccare all'interno del cerchio. Nel Medioevo era comune credenza che la presenza di questi anelli fosse dovuta a riunioni di streghe, e da ciò dipende il nome. Tra le più comuni specie responsabili del fenomeno sono: il noto gambesecche (Marasmius oreades), il fungo di San Giorgio o prugnolo (Calocybe gambosa), l'agarico violetto (Lepista nuda o Rhodopaxillus nudus) e specie affini, prataioli, igrofori e qualche cortinario. I cerchi possono essere anche poliennali e ogni nuova banda si espande per 20-40 cm per anno, a seconda della specie fungina.

Ottica e fotografia

Cerchio di confusione (o di diffusione), zona pressoché circolare del piano focale nella quale l'obiettivo fa convergere i raggi provenienti da un punto geometrico del soggetto. La nozione di cerchio di confusione è importante per valutare la nitidezza di un obiettivo; infatti, quanto più piccolo è il cerchio di confusione, tanto maggiore è la possibilità di vedere separati due punti del soggetto distinti ma vicini. L'occhio umano normale percepisce come un punto un cerchio visto a una distanza pari a ca. 1000 volte il suo diametro: per esempio, per una distanza di vista normale di 30 cm si vedrà come un punto un cerchio di non più di 0,30 mm di diametro. Analogamente, per gli obiettivi normali, che hanno un angolo di campo di ca. 45º, si stabilisce per convenzione che il diametro del cerchio di confusione non superi un millesimo della lunghezza focale dell'obiettivo; per gli obiettivi professionali tale valore può arrivare anche a 1/5000. Il cerchiodi confusione di diametro minimo (cerchio di minima confusione) si ottiene quando il soggetto è perfettamente a fuoco. Chiudendo il diaframma il cerchio di confusione si riduce, parallelamente all'aumento della profondità di campo. I concetti di nitidezza, ingrandimento, distanza di vista e cerchio di confusione sono strettamente correlati. Infatti, per un determinato formato del negativo, l'ingrandimento che questo subisce è indipendente dalla focale dell'obiettivo impiegato per la ripresa, quindi due ingrandimenti diversi fatti dal medesimo negativo hanno cerchio di confusione di diametri diversi: tuttavia essi appaiono ugualmente nitidi se osservati alla corretta distanza di vista, circa pari alla diagonale del formato.

Simbologia

Considerato come figura geometrica perfetta e quindi simbolo della perfezione, è stato assunto da Dante come immagine di Dio nella visione dell'ultimo canto del Paradiso (Canto XXXIII, 115 sgg.). Il cerchio, in unione con il quadrato, è uno degli elementi che compongono nel buddhismo l'immagine sacra del mandala. Da ricordare inoltre l'importanza del cerchio in magia: all'interno del cerchio magico si colloca il mago, come in uno spazio “sacro”. Inteso non necessariamente come figura geometrica, ma genericamente come linea ideale che delimita e racchiude uno spazio, il cerchio si ritrova come percorso carico di potere nei riti di purificazione dei campi (vedi ambarvali) e nell'uso (anche del folclore religioso europeo) di effettuare un determinato numero di giri intorno a una chiesa o a un'immagine sacra.