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cònio

sm. [sec. XIII; latino cunĕus, cuneo].

1) Matrice in acciaio di forma generalmente cilindrica, che reca in negativo su uno dei lati il tipo o la leggenda da imprimere su un prodotto metallico (moneta, medaglia). Anticamente il conio era di bronzo o di rame inserito in un manicotto di ferro o completamente di ferro e veniva battuto a mano (vedi coniazione), mentre in epoca contemporanea è battuto con la pressa monetaria. Sono giunti fino a noi molti coni antichi e medievali.

2) Atto ed effetto del coniare, coniazione: il conio di nuove medaglie; fior di conio, moneta perfettamente conservata; anche fig.: conio di un neologismo; riferito alla qualità: di buon, di basso conio, di buona, cattiva qualità; in senso spregiativo: “qui non son femmine da conio” (Dante), meretrici. § Nella produzione dei francobolli, l'incisione originale, per solito su acciaio ma anche su altri materiali, dalla quale si traggono per riproduzione gli elementi per la costituzione delle tavole o delle composizioni per la stampa. Il conio può essere inciso in cavo o in rilievo; il primo procedimento è impiegato di regola per la stampa calcografica, il secondo per la stampa tipografica. Nel caso della stampa litografica il conio può essere sostituito da un disegno su pietra.

3) Ant., pezzo di legno o ferro di forma appuntita, usato per spaccare legna o sassi; cuneo.

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