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còriza o còrizza

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal greco kóryza, catarro]. Stato infiammatorio della mucosa nasale.

Medicina

La coriza, detta comunemente raffreddore, è caratterizzata da bruciore alle narici, cefalea, scolo nasale, che può durare, in genere, 4-5 giorni. La coriza è pericolosa nei lattanti perché rende difficile la suzione , compromettendo l'alimentazione, può provocare vomito e diarrea in seguito all'assorbimento di un'elevata quantità di muco, infiammare gli organi prossimali provocando complicazioni anche gravi (otiti, sinusiti, meningiti). La terapia comprende la somministrazione di vasocostrittori per bloccare la secrezione nasale (efedrina, adrenalina, stovaina), di penicillina e sulfamidici per eliminare i rischi di complicazioni, di balsamici per migliorare la respirazione.

Veterinaria

Coriza infettiva aviaria, malattia infettiva dei polli causata dal batterio Haemophilus gallinarum, gram-negativo, immobile, a colorazione bipolare. Provoca infiammazione alle mucose nasali, agli occhi e congiuntivite catarrale; predispone i soggetti ad acquisire malattie infettive, soprattutto dell'apparato respiratorio. La malattia, sul cui andamento incidono fortemente i fattori ambientali, si osserva specialmente in autunno o in inverno. La sintomatologia è caratterizzata da starnuti, secreto dalle narici, la cui consistenza può anche essere mucopurulenta, respirazione difficoltosa, gonfiore dei seni infraorbitali, congiuntivite ed edema dei tessuti molli della faccia. La terapia è basata sull'uso di sulfamidici o antibiotici, mentre la profilassi consiste nell'accurato controllo delle condizioni igienico-ambientali e nella vaccinazione. Gli animali si infettano per contagio diretto oppure con alimenti e acqua infetti. È necessaria l'eliminazione dei soggetti maggiormente colpiti.