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cacciatóre

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Lessico

sm. (f. -trice) [sec. XIII; da cacciare].

1) Chi pratica la caccia: un buon cacciatore; un esperto cacciatore; cacciatore di frodo, chi caccia senza la prescritta licenza o comunque trasgredendo le leggi sulla caccia. Fig., chi persegue qualche cosa con impegno ostinato: cacciatore di onori, di gloria; cacciatore di dote, chi corteggia una donna ricca non per amore ma per i soldi che può ricavarne; proverbio: “l'uomo è cacciatore”, per sottolineare la naturale tendenza dell'uomo a sedurre le donne. Ant., inseguitore; persecutore. In particolare, in etnologia, cacciatore di teste, gli individui o i gruppi che praticano la caccia alle teste.

2) Pilota di aerei da caccia.

3) Soldato con armamento leggero, a piedi o a cavallo, capace di dimostrare in guerra l'astuzia e la destrezza dei cacciatori di selvaggina.

Militaria

Tutti gli eserciti, fin dall'antichità, avevano reparti con armamento leggero che precedevano con compiti di esplorazione e disturbo i più pesanti reparti inquadrati. Nell'epoca moderna, a cominciare almeno dal sec. XVII, i cacciatori dovevano essere particolarmente abili nel tiro e nello sfruttamento del terreno e dotati anche di resistenza fisica. I primi reparti di cacciatori furono istituiti in Germania nel 1631 da Guglielmo d'Assia; nel secolo seguente Federico II ebbe compagnie scelte di cacciatori; nella stessa epoca i cacciatori vennero istituiti in Francia e successivamente in tutti i principali eserciti europei. Napoleone sciolse i reparti cacciatori e li sostituì con i “volteggiatori”. In epoca più recente ebbero reparti di cacciatori gli eserciti austriaco e tedesco (Jäger) e francese (chasseurs à pied e chasseurs des Alpes). Nell'esercito italiano i compiti e le caratteristiche dei cacciatori furono proprie dei bersaglieri. Si ebbero tuttavia reparti di cacciatori d'Africa, destinati a presidiare la Colonia Eritrea; istituiti nel 1887 con personale volontario, raggiunsero la forza di un reggimento e uno squadrone. Furono in seguito disciolti. La denominazione di cacciatori fu adottata anche da molte formazioni volontarie durante il Risorgimento. § I cacciatori delle Alpi, costituiti nel 1859 con i volontari accorsi in Piemonte, raggiunsero la forza di cinque reggimenti, tutti sottoposti al comando di Giuseppe Garibaldi. Combatterono a Sesto Calende, Varese, San Fermo, Tre Ponti. Dopo l'armistizio di Villafranca, il corpo fu ordinato su una sola brigata che, dal 1860, prese il nome di Brigata delle Alpi e venne inserita nell'esercito regolare. La divisione di fanteria cacciatori delle Alpi, costituita nel 1934 con i reggimenti di fanteria 51º e 52º e con il 1º reggimento di artiglieria da campagna, operò durante la II guerra mondiale sulle Alpi Marittime (1940), in Albania (1941), in Iugoslavia (1942-43). § Cacciatori a cavallo. Vennero così chiamati, prima in Francia e in Russia e poi in altri eserciti, quei soldati di cavalleria in cui l'istruzione individuale e di pattuglia prevaleva su quella di squadrone.

Simbologia

È molto popolare nelle fiabe e nelle credenze europee il tema del “cacciatore nero”, o della “caccia macabra”: di notte appare il cacciatore-fantasma, seguito da una torma di cacciatori con cani e cavalli neri. Il tema, una variante del quale si ritrova anche in una novella del Boccaccio, è rintracciabile già nella schiera selvaggia dei guerrieri morti in battaglia, alla cui testa su un cavallo nero (o bianco) cavalca il dio germanico Wotan.