cadènza

sf. [sec. XVI; da cadere].

1) Modulazione della voce in fine di frase o di verso, o di un suono prima della pausa; clausola ritmica: “la solennità delle cadenze liturgiche” (D'Annunzio); anche movimento melodico generale: “certe canzoni napoletane dalle cadenze disinvolte” (Giacosa). Per estensione, inflessione della voce: una cadenza lenta, monotona; tono, ritmo accentativo di una lingua o dialetto: la cadenza piemontese; più in particolare, alterazione dialettale della corretta pronuncia di una lingua: parlare con cadenza pugliese, napoletana.

2) Ant., desinenza.

3) In musica: "Per alcuni esempi di cadenza vedi il lemma del 4° volume." A) episodio virtuosistico a carattere liberamente improvvisatorio inserito verso la fine di una composizione e adatto a mettere in luce certe qualità dell'esecutore. Può essere vocale e strumentale: anticamente veniva affidata all'improvvisazione dell'interprete, poi, a partire dai primi anni del sec. XIX, scritta sempre più spesso dal compositore. Particolare rilievo ha la cadenza nel concerto, in cui viene ad assumere una posizione fissa alla fine del I e del III tempo. Scrissero cadenze numerosi virtuosi dei vari strumenti, spesso sostituendo arbitrariamente, allo scopo di mettere in rilievo le proprie capacità esecutive, le cadenze originali previste dagli autori. B) Formula melodico-armonica che conclude una composizione o una parte di essa, o segna una provvisoria cesura nel discorso musicale, la fine di una frase, ecc. Ha avuto varie forme in rapporto all'evoluzione del linguaggio musicale, fino a codificarsi in alcune formule legate all'armonia dei sec. XVIII e XIX. Le più frequenti sono chiamate cadenza perfetta, imperfetta, plagale, d'inganno.

4) Sviluppo regolare di un movimento, ritmo: marciare in cadenza. Estens., successione o ripetizione regolare in frequenza: cadenza di tiro di una mitragliatrice. In particolare: A) Nell'atletica leggera, il numero di passi che gli atleti compiono in un minuto. Nella marcia può essere lenta (meno di 120 passi al minuto), media (da 120 a 140) e lesta (oltre i 140); nella corsa veloce si possono raggiungere cadenze di oltre 270 passi. Nella ginnastica è il numero dei tempi di un esercizio (tutti uguali per durata) contenuti in un minuto. Cadenza della voga, nel canottaggio è il numero di palate eseguite in un minuto. B) In cinematografia, il numero dei fotogrammi impressionati oppure proiettati in un secondo. Sinonimo di velocità, rispettivamente di ripresa e di proiezione (frequenza).

5) Non comune, modo in cui un capo d'abbigliamento s'adatta al corpo della persona; linea di caduta di un abito, specialmente femminile.