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calandra (lessico)

sf. [sec. XIX; dal francese calandre].

1) Macchina usata in varie industrie soprattutto per lavorare o per produrre materiali in fogli. Nella sua forma generale la calandra è costituita da un basamento che regge uno o più cilindri controrotanti; la disposizione, i materiali, il numero, le caratteristiche superficiali e le velocità di rotazione dei cilindri variano a seconda dell'impiego; tutte le calandre , però, lavorano per pressione. Nell'industria della carta hanno da 2 a 18 cilindri e servono per migliorare le caratteristiche superficiali della carta (pressatura) oppure per renderne la superficie liscia e lucida (calandratura). Nell'industria tessile sono a 1 o più cilindri e servono per diverse operazioni: spremitura, calandratura, goffratura, stiratura, ecc.; un tipo particolare (beetle) permette di trattare i tessuti di cotone facendo loro assumere l'aspetto della seta. Nell'industria della gomma hanno 3 o 4 cilindri, spesso disposti in due o più serie: le prime sono utilizzate per la produzione di fogli di gomma, le seconde per effettuare la gommatura di tessuti. Nell'industria delle materie plastiche hanno da 2 a 5 cilindri e servono per ottenere fogli o lastre sottili (calandratura). Nell'industria metallurgica sono a 3 cilindri e vengono impiegate per la curvatura di lamiere.

2) Nei fuoribordo, pezzo sagomato di lamiera o di plastica che ricopre il motore.

3) Negli autoveicoli, sinonimo di frontale.

4) Parte del reattore nucleare, costituita da un involucro chiuso contenente il moderatore; attraverso la calandra passano dei condotti tubolari in cui circola il fluido refrigerante e nei quali possono venire introdotte le sostanze da irradiare.