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caledoniano

agg. [dal nome della Caledonia]. Orogenesi caledoniana, ciclo orogenetico complesso che abbraccia oltre all'orogene in senso stretto anche tutta una serie di movimenti orogenetici coevi che si sono verificati un po' ovunque "Vedi cartina vol. V, pag. 205" . "Per l'orogenesi caledoniana vedi cartina al lemma del 4° volume." Il primo riguarda la fascia in margine ad antichi scudi precambriani comprende le Svalbard, i monti scandinavi, la Scozia, l'Irlanda settentrionale, il Galles e l'Inghilterra settentrionale; i secondi le regioni circumartiche, la Groenlandia, l'America Settentrionale atlantica (Appalachi), varie zone dell'Europa centrale come le Ardenne, il Massiccio Scistoso Renano, l'Harz, la Boemia, la Polonia, l'Africa settentrionale, ecc. Tutti questi orogeni si sono impostati prima del Cambriano, ma hanno attraversato le fasi di più intensa attività durante l'Ordoviciano e il Gotlandiano; al termine del Siluriano le catene caledoniane erano tutte formate, anche se fasi minori di assestamento le hanno interessate per tutto il resto del Paleozoico. Per quel che concerne l'orogenesi caledoniana propriamente detta, la geosinclinale responsabile era compresa tra gli scudi groenlandese e canadese a W e quello baltico a E; a orogenesi conclusa queste aree risulteranno saldate e formeranno il continente nordatlantico. Non è certo ma è possibile che l'inizio dell'orogenesi caledoniana sia avvenuto nel Precambriano superiore: sotto il peso notevole di sedimenti detritici di natura molassica, provenienti dallo smantellamento delle catene precambriane, cominciò a delinearsi l'area geosinclinale. Testimonianze di questa attività sono offerte da serie infracambriane come quella delle arenarie di Torridon e da altre eocambriane come la formazione norvegese della sparagmite. La prima fase orogenetica ben individuata, riferibile alla fine del Cambriano, è quella di Trysil: comportò un vasto sollevamento con formazione di una geoanticlinale che divise longitudinalmente l'orogene caledoniano. L'attività vulcanica divenne intensa, con potenti colate laviche spesso sottomarine, specie nel periodo compreso tra l'Arenigiano e il Caradociano; questo periodo è caratterizzato da una fase orogenetica, detta di Trondhjem, con notevoli movimenti dello zoccolo, sollevamenti e formazione di isole vulcaniche, piegamenti e sovrascorrimenti. Una fase di minore intensità, detta di Ekné, si è avuta tra il Caradociano e l'Ashgilliano e ha interessato soprattutto il Galles, il Distretto dei Laghi e l'Irlanda. Nelle Svalbard questa fase è stata molto intensa e accompagnata dalla messa in posto di graniti sinorogenetici. Giova ricordare che anche altrove, specie nella regione appalachiana, si ebbe in questo periodo una notevole attività, meglio specificata però come fase taconica. Successivamente, per la maggior parte del Gotlandiano si è avuta un'attività vulcanica ridotta, mentre più saliente è stata quella tettonica, caratterizzata soprattutto da sollevamenti: al termine del periodo la catena caledoniana si è elevata attraverso due parossismi principali e molto ravvicinati, la fase ardennese, di età ludloviana, che portò al sollevamento delle Southern Uplands inglesi, del Galles e di parte dell'Irlanda, e la fase eriennica, di età downtoniana, che sollevò la Scandinavia facendo risentire i suoi effetti sulla Scozia, sul Distretto dei Laghi e sull'Irlanda sudoccidentale. Questi intensi movimenti sono stati accompagnati e soprattutto seguiti dalla messa in posto di graniti, che pertanto risultano per lo più appartenere al Devoniano inferiore. Le catene caledoniane durante il Devoniano hanno subito l'intensa azione erosiva che ha permesso l'enorme sedimentazione detritica delle Arenarie Rosse Antiche. Un ultimo sussulto si è avuto tra Devoniano inferiore e medio con la fase svalbardiana, che, oltre alla zona omonima dove si sono prodotte dislocazioni notevoli, ha interessato con piegamenti la Scozia e l'Inghilterra. Contemporaneamente, si è avuto un notevole risveglio dell'attività vulcanica e magmatica, attività che è continuata anche per tutto il Carbonifero, seppure con caratteri spiccatamente fessurali, come dimostrano le fratture riempite da colate laviche dell'Inghilterra settentrionale.