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camòscio

sm. [sec. XV; latino tardo camōx-ōcis, di origine prelatina]. Artiodattilo ruminante (Rupicapra rupicapra) della famiglia Bovidi, tipico dell'alta montagna e diffuso con diverse sottospecie su gran parte dell'arco alpino, Pirenei, monti delle Asturie, Appennini, in diversi massicci dell'Europa orientale, in Asia Minore e nel Caucaso. Il camoscio (sottospecie alpina) è lungo 120 cm e alto 70-80 cm; ha capo corto, con occhi piuttosto grandi, dorso diritto; corna sottili e ricurve all'estremità, a forma di grosso uncino (nei maschi possono misurare dai 22 ai 30 cm di lunghezza); il peso può variare dai 25 ai 45 kg. Specie tipicamente montana, è diffusa sia nei boschi, sia, più frequentemente, sulle alte pendici spoglie, oltre il limite della vegetazione arborea. Diurno, vive in gruppi formati da femmine coi piccoli e pochi maschi, mentre i maschi adulti se ne stanno isolati o in piccoli branchi. I grossi branchi sono guidati da femmine. In caso di pericolo il camoscio fischia, in altre circostanze fa udire un belato o una sorta di abbaio; ha odorato finissimo, vista e udito acuti. È straordinariamente agile e capace di spostarsi anche sui pendii più ripidi e disagevoli, potendo fare appiglio a minime asperità rocciose, grazie alla conformazione delle estremità e degli zoccoli, divaricabili. Ha pure una forte resistenza e può superare in poco tempo in salita dislivelli notevolissimi. Raggiunge la maturità sessuale a un anno e mezzo di età; il periodo della riproduzione va da ottobre a dicembre, la gravidanza dura ca. 6 mesi e a ogni parto nascono uno o due piccoli (maggio), allattati per circa 6 mesi. La durata della vita è di 15-20 anni, eccezionalmente 25. In Abruzzo, nel parco nazionale omonimo, sul massiccio della Camosciara e in quello attiguo della Meta sopravvive una popolazione di ca. 200 capi della sottospecie appenninica (Rupicapra rupicapra ornata o camoscio d'Abruzzo), che si distingue dall'alpina, tra l'altro, per le corna più sviluppate e per il manto. § La carne del camoscio, un po' tenace, ma saporitissima, è adatta soprattutto alla cottura in salmì o in civet, mentre la pelle, opportunamente conciata e tinta in vari colori, trova largo impiego nella moda, specie nella confezione di guanti, cinture, scarpe e borse; è particolarmente apprezzata per la sua morbidezza, che consente anche la confezione di capi di vestiario.

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