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camaleónte

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Lessico

sm. [sec. XVI; dal greco chamailéōn-ontos, propr. leone che striscia contro la terra].

1) Denominazione comune dei Rettili Squamati della famiglia dei Camaleonidi.

2) Fig., persona volubile e opportunista, capace di mutare spesso opinione specialmente in campo politico.

3) Falso camaleonte d'America, iguanide del genere Anolis(Anolis carolinensis) diffuso nelle zone calde delle foreste dell'America centrale e meridionale: è lungo ca. 20 cm e ha forma più snella delle lucertole delle muraglie. È capace di mutare colore come i veri camaleonti.

Zoologia

I camaleonti, che si rinvengono in tutta l'Africa, nel Madagascar, in un'area assai ristretta dell'Europa mediterranea e in Asia, dal Vicino Oriente a Ceylon, hanno caratteristiche singolari e inconfondibili. La più nota è la capacità di mutare rapidamente la colorazione corporea per assumere il colore dominante dell'ambiente. Tale mutamento, considerato generalmente come una forma di mimetismo, è regolato da fattori fisici, quali la temperatura e la luminosità ambientali, nonché dallo psichismo dell'animale: in genere le tinte più accese vengono assunte in seguito all'esposizione alla luce intensa e a temperature elevate, nonché in condizioni di eccitazione; colorazioni sbiadite e uniformi vengono invece assunte di notte e alle basse temperature. Un'altra caratteristica è data dalla lingua, che è lunghissima e proiettabile in avanti con estrema rapidità e potenza. In tal modo i camaleonti sono in grado di “centrare” a distanza la preda – costituita per lo più da insetti – con la porzione anteriore della lingua, che è espansa e cosparsa di una secrezione vischiosa. Singolari sono anche gli occhi, di grandi dimensioni e ricoperti da una palpebra che lascia libero soltanto un foro centrale. Ogni occhio è in grado di compiere, indipendentemente dall'altro, una rotazione completa, cosicché l'animale, senza volgere il capo lateralmente, ha un amplissimo campo visivo. I camaleonti sono perfettamente adattati alla vita arboricola che conducono: le loro zampe, infatti, recano cinque dita – di cui tre si oppongono alle rimanenti due – le quali, serrandosi a mo' di pinza, assicurano una presa quanto mai tenace. Anche la coda può contribuire ad assicurare una buona presa al substrato, essendo per lo più assai sviluppata e prensile. È questo il caso dei camaleonti appartenenti al genere Chamaeleo, che abbraccia la maggior parte delle specie note (52). Tra i camaleonti del genere Chamaeleo ricordiamo il camaleonte comune (Chamaeleo chamaeleo), la cui area di distribuzione comprende, oltre all'Africa settentrionale, le regioni meridionali della Penisola Iberica e alcune isole del Mediterraneo. Il camaleonte gigante africano (Chamaeleo melleri) supera il mezzo metro di lunghezza ed è in via di rapida diminuzione per la distruzione delle foreste dell'Africa orientale in cui vive. Assai piccola – non supera i 20 cm – è invece la specie Chamaeleo pumilus, che vive sulle montagne dell'Africa meridionale. Il camaleonte di Jackson (Chamaeleo jacksoni) è reso inconfondibile dalle tre protuberanze a forma di corno che gli ornano il muso. Tra le altre specie sono note Chamaeleo labordi e Chamaeleo oustaleti, del Madagascar; Chamaeleo oweni e Chamaeleo ituriensis, dell'Africa centrale; Chamaeleo dilepis, proprio dell'Africa meridionale; infine Chamaeleo zeylanicus, del subcontinente indiano. Priva di prensilità è la coda dei camaleonti appartenenti al genere Brookesia, proprio del Madagascar e del continente africano. Sempre nel Madagascar si rinvengono i generi Leandria, Calumna ed Evoluticauda: quest'ultimo comprende pochissime specie di dimensioni minime, la cui biologia è pressoché sconosciuta.

Media

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