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canale (lessico)

sm. [sec. XIII; latino canālis, da canna, canna].

1) Alveo occupato dall'acqua, naturale o scavato artificialmente per adempiere a funzioni diverse (irrigazione, navigazione, sfruttamento industriale, ecc.): canale di derivazione, che convoglia acqua da un fiume, da un lago, ecc.; canale di bonifica, per lo scolo delle acque provenienti da terreni bonificati; canali navigabili, costruiti artificialmente per mettere in comunicazione bacini navigabili per natura separati; per estensione, via d'acqua che consente il transito di natanti in un bacino chiuso (lago, laguna, ecc.), secondo un tracciato delimitato da segnalazioni. Negli idroscali, canale di circolazione o di flottaggio, canale derivato o via d'acqua delimitata da segnali lungo i quali si effettuano gli spostamenti degli aeromobili.

2) In geografia fisica: A) canale costiero, braccio di mare allungato parallelamente alla linea di costa e limitato verso il mare aperto da isole e da arcipelaghi di isolotti sviluppati nella stessa direzione. I canali costieri sono tipici delle coste dalmate (di sommersione), dove corrispondono a depressioni strutturali (sinclinali) invase dal mare. B) Tratto di mare compreso tra due terre, più ampio dello stretto: canale d'Otranto. C) Canale lagunare o canale di marea, "Per i canali lagunari di Marano vedi cartina al lemma del 5° volume." solcatura del fondo delle lagune, lungo la quale le acque del mare aperto possono distribuirsi all'interno delle lagune stesse durante l'alta marea o ritirarsi da esse, unitamente a quelle di apporto fluviale, durante la bassa marea. I canali lagunari presentano numerose ramificazioni, delle quali le maggiori vengono dette ghebbi e le minori rii.

3) Per estensione, solco in genere, spazio concavo, scanalatura; in particolare: A) solco che si apre lungo i pendii montani tra pareti rocciose molto divergenti per opera di agenti erosivi (acqua, neve, ghiaccio, ecc.). Anche nome locale, specialmente veneto, di angusti tratti di valle scavati in profondità tra declivi rocciosi per lo più calcarei: canale di Agordo. B) Regionale, nelle sale da spettacolo, il corridoio che separa la platea dalla scena o anche ordini distinti di sedili. C) In tipografia, lo stesso che canaletto. Con più specifiche accezioni scientifiche: a) nelle macchine elettriche rotanti sono dette canali di ventilazione le spaziature longitudinali libere ricavate nella carcassa, entro i pacchi di statore o tra le bobine, allo scopo di aumentare la superficie di contatto con l'aria di raffreddamento. Questa viene sospinta a rilevante velocità attraverso i canali da una ventola calettata sullo stesso albero del rotore o da un ventilatore indipendente.b) In geologia: canale alimentatore, condotto attraverso il quale il magma alimenta una struttura subvulcanica, come un laccolite, oppure sale in superficie: in tal caso viene chiamato camino vulcanico; canale di volta, solco che si forma nell'ambito del carsismo quando un corso d'acqua sotterraneo deposita abbondante materiale sul fondo in modo da innalzare il suo letto ed erodere la volta della galleria. c) In geofisica, canale a bassa velocità (astenosfera).

4) Conduttura, grossa tubatura, specialmente per convoglio di acqua o di altre sostanze. In particolare: A) in edilizia, tubazione a sezione circolare o semicircolare, in laterizio o di metallo, destinata alla raccolta e allo smaltimento delle acque piovane; si distinguono il canale di gronda (grondaia) e il canale di compluvio o d'impluvio (conversa). Canale coppo, elemento laterizio di copertura detto correntemente coppo.B) In fonderia, canale di colata, condotto, generalmente di sezione circolare, che fa parte del sistema di alimentazione della forma e mette in comunicazione il bacino di colata con la forma stessa. È disposto verticalmente e termina spesso in un canale collettore orizzontale, detto distributore, che a sua volta, attraverso gli attacchi di colata, permette di alimentare di metallo liquido la forma. Nei forni è detto canale di colata il condotto che serve per convogliare il metallo liquido uscente dal foro di colata. C) Nei reattori nucleari, canale sperimentale, condotto attraverso il quale si introducono i campioni da irraggiare e si estraggono le radiazioni da utilizzare nelle esperienze programmate; in particolare, canale biologico, condotto attraverso il quale si introducono campioni biologici; canale di combustibile, condotto posto nel moderatore, nel quale circola il fluido refrigerante e attraverso il quale può essere trasportato il combustibile; canale caldo, il canale a temperatura maggiore; fattore di canale caldo, rapporto tra la variazione della massima entalpia e la variazione dell'entalpia media in un canale di combustibile; fattore di sicurezza di canale, per il canale caldo, rapporto tra la variazione della massima entalpia ammissibile e la variazione di entalpia nominale.

5) Per estensione, in anatomia e in botanica condotto tubolare che serve al passaggio di determinate sostanze.

6) In informatica e in altre discipline scientifiche, intervallo, fascio, insieme entro cui esercita la propria funzione un'entità fisica. Concretamente, catena di organi e di apparecchi attraverso cui tale funzione si svolge. In elettrologia, sono detti raggi canale (o raggi anodici, o raggi positivi) fasci di ioni positivi ottenuti in tubi di Crookes con il catodo fornito di un foro lungo e sottile. Nelle telecomunicazioni, intervallo di frequenza usato per stabilire un determinato collegamento radiofonico, televisivo, telefonico o di altro genere; vedi canale (telecomunicazioni): preferisco assistere ai programmi del primo canale.

7) Fig., via, tramite, mezzo di comunicazione o di diffusione: una notizia arrivata dai soliti canali d'informazione; tra i due Paesi sono stati allacciati nuovi canali diplomatici. In economia, canali di distribuzione. In pubblicità, canali di vendita, le vie attraverso le quali i prodotti industriali e agricoli passano dal luogo di produzione a quello di consumo.

8) In fisica nucleare, canale di reazione, uno dei modi in cui può svolgersi una reazione nucleare. Più precisamente, l'insieme dei numeri quantici che lo caratterizzano. Si distinguono: canale di fissione, l'insieme dei numeri quantici che caratterizzano i livelli energetici di un nucleo al momento della fissione e che ne determinano le modalità di separazione nei nucleoni che lo costituiscono; canale di ingresso e canale di uscita, insieme dei numeri quantici che caratterizzano rispettivamente le particelle che danno luogo alla reazione e quelle che ne vengono prodotte.