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cancerogènesi

sf. [dal latino cancer, cancro+genesi]. Fenomeno, detto anche oncogenesi, attraverso il quale una o più cellule normali dell'organismo vivente acquistano capacità di proliferazione neoplastica. Per decifrare il meccanismo della cancerogenesi bisogna ricostruire la gerarchia dei guasti genomici; la prima mutazione neoplastica può essere scatenata da fattori di natura chimica, fisica o biologica (vedi tumore), in grado di attivare la funzione degli oncogeni che determinano la proliferazione incontrollata; durante questa fase della malattia, le cellule possono andare incontro a ulteriori guasti casuali, i cui effetti sono imprevedibili: se il risultato è letale, le cellule muoiono, se invece apporta un vantaggio selettivo nella capacità di duplicarsi, queste prevalgono nella popolazione tumorale, accrescendosi e sostituendosi alle iniziali cellule tumorali. Questo processo viene definito progressione cancerogenetica, e può ripetersi più di una volta di modo che, alla fine, il tumore è costituito da cellule che hanno accumulato una serie di difetti successivi, ciascuno dei quali ha contribuito ad aumentare la capacità di crescere della massa di cellule tumorali. § Test di cancerogenesi, prova di laboratorio consistente nel somministrare, con dose massiccia o con piccole dosi per tempi lunghi, ad animali di laboratorio, il prodotto da studiare secondo percentuali molto inferiori a quelle tossiche e di osservare l'eventuale insorgenza di tumori.

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