Lessico

sm. (f. cagna) [sec. XIII; latino canis].

1) Nome di varie specie di Carnivori della famiglia dei Canidi; il nome indica anche altre specie animali non appartenenti ai Carnivori. Nell'uso comune, s'intende di solito il cane domestico..

2) Con vari usi estens. e fig. relativi ai diversi caratteri tradizionalmente attribuiti all'animale: A) Con riferimento generico alla sua natura bestiale si usa come titolo spregiativo e ingiurioso: cane traditore; figlio d'un cane!; ant. epiteto rivolto dai cristiani agli infedeli: cane rinnegato, il cristiano che abbandonava la sua fede. Più in particolare, per sottolineare alcuni elementi della brutalità o dell'inferiorità animale, persona feroce, spietata, crudele, iraconda: con quel cane non si può trattare; quel cane di carceriere aveva l'abitudine di seviziare i prigionieri; più spesso, persona del tutto incapace di assolvere le proprie mansioni: quel medico è un vero cane; un lavoro fatto da cane, di pessima qualità; è un cane, si dice specialmente di un artista o di un atleta assolutamente inadeguati al loro compito. Talvolta riferito a cose e situazioni per esprimerne l'aspetto deteriore o comunque negativo: vita da cane, estremamente disagiata; mangiare da cani, malissimo; fortunato come un cane in chiesa, sfortunatissimo; morire come un cane, senza assistenza o anche senza conforti religiosi; trattare come un cane, con sgarbo e durezza, senza riguardi; mondo cane!, escl. rabbiosa di disappunto; nell'uso familiare, come agg. posposto, può esprimere l'alto grado d'intensità di sensazioni spiacevoli: ha una paura cane di essere arrestato; fa un freddo cane! B) In altri casi può indicare le buone qualità ritenute proprie del cane domestico, come coraggio, fedeltà, mansuetudine: lo seguiva docilmente come un cane; il fratello era per lei un vero cane da guardia; “de' begli occhi di cane carezzevoli e pazienti” (Verga); andarsene come un cane frustato, mortificato, mogio mogio. C) In altre loc. particolari: dare in pasto ai cani qualcuno o qualche cosa, disprezzarli in sommo grado; non esserci un cane, nemmeno un cane, proprio nessuno: non c'è stato un cane che sia andato a trovarla; ombrello dei cani, qualunque riparo aggettante lungo le strade, come balconi, grondaie, ecc.; essere come cane e gatto, in continua discordia; stuzzicare il can che dorme, molestare chi se ne sta tranquillo; raddrizzare le gambe ai cani, impegnarsi in un'opera impossibile; menare il can per l'aia, tirare in lungo senza concludere; can che abbaia non morde, chi urla minacciando reca poco danno.

3) Componente del meccanismo di scatto delle armi da fuoco. Nato con le prime armi a pietra focaia, è tuttora utilizzato in tutte le armi portatili, esclusi i sistemi a percussore lanciato e alcuni sistemi a otturatore e a blocco verticale. Nelle armi moderne, pur mantenendo inalterati i principi generali di funzionamento già adottati nel passato, si è notevolmente ridotta la corsa per abbreviare il tempo di scatto.

4) In matematica, curva del cane, sinonimo di curva di inseguimento.

Zoologia: generalità

Di mole relativamente cospicua, fronte più rialzata rispetto agli altri generi di Canidi, coda sempre più corta della metà della lunghezza del corpo, pupilla rotonda, i cani vivono in gruppi familiari assai stabili e mostrano tendenze gregarie, con una certa organizzazione sociale e attività coordinate, per esempio per la caccia. Complessivamente, i moduli comportamentali del cane (movimenti espressivi, di minaccia, sottomissione, formazione di gerarchie, ecc.) sono assai simili a quelli del lupo. Il genere Canis comprende 8 specie selvatiche: tra gli altri, il lupo, il dingo, gli sciacalli, il coyote, il caberù o cane del Semien, oltre al Canis familiaris, il cane domestico diffuso in tutto il mondo. Con il nome di cane dalle orecchie corte si designa il genere Atelocynus. Il nome si usa impropriamente anche per designare animali non appartenenti alla famiglia dei Canidi, quali: il cane delle praterie, il cane marino, sinonimo di foca comune; il cane volante, nome comune di pipistrelli della famiglia degli Pteropidi; il cane d'acqua, anfibio più noto come cucciolo del fango.

Zoologia: classificazione delle razze

Aristotele fu il primo a tentare una classificazione delle razze canine che distinse secondo un criterio geografico; Senofonte divise i cani in venatici (da caccia), pastorali (da gregge) e villatici (da guardia); Columella descrisse dettagliatamente alcune razze e i Romani avevano una loro classificazione a seconda dell'impiego. Nel 1570 Cajus compilò una classificazione dei cani allora esistenti in Inghilterra; nel sec. XVIII Buffon stabilì una classificazione scientifica basata sul portamento delle orecchie; Cuvier raggruppò le razze in 4 classi basandosi sulla conformazione del cranio. La classificazione scientifica adottata in Italia è quella del veterinario francese Jean-Pierre Mégnin (1828-1905), il quale suddivise le razze canine in 4 gruppi: "Per le principali razze conosciute vedi tabella al lemma del 5° volume." lupoide, che comprende i cani aventi testa a forma di piramide orizzontale, orecchie generalmente diritte, muso allungato, stretto, piccole labbra serrate (le superiori non oltrepassano la base delle gengive inferiori); braccoide, in cui la testa si avvicina alla forma prismatica con il muso tanto largo all'estremità come alla base e separato dalla fronte da una depressione ben marcata, orecchie lunghe e pendenti, labbra cadenti; molossoide, con testa voluminosa, rotonda o cuboide, orecchie piccole, cadenti, muso corto, labbra lunghe e spesse, corpo massiccio di grande statura; levrieroide, con testa a forma di cono allungato, cranio stretto, orecchie piccole, coricate indietro o diritte, muso lungo e sottile in tutti i sensi, in linea retta con la fronte, naso saliente e angoloso debordante sulla bocca, labbra piccole, corte e serrate, corpo slanciato, membra gracili, ventre molto retratto. Più comunemente si usa classificare le razze canine a seconda del loro impiego: si hanno così razze da caccia, da utilità e da compagnia. Le razze da caccia comprendono a loro volta razze da ferma, riporto, cerca, seguito, tana, corsa; quelle da utilità, razze da soccorso, difesa, guardia, gregge, traino, combattimento. L'elenco ufficiale delle razze canine, adottato nelle mostre e gare nazionali e internazionali, comprende 10 gruppi, riuniti in 4 categorie: cani da pastore, da guardia, da difesa e utilità;cani da caccia; cani da compagnia; levrieri. Gli individui appartenenti a una razza ufficialmente riconosciuta debbono presentare caratteristiche corrispondenti a una descrizione chiamata standard di razza; nello standard figurano, oltre ai caratteri generali, i limiti di peso e di altezza, la descrizione particolareggiata delle varie regioni del corpo, del mantello, dell'andatura e, infine, dei difetti.

Zoologia: cane domestico

Non è facile stabilire da quale canide discenda il cane domestico ma sembra che i suoi più diretti ascendenti vadano ricercati nel lupo e nello sciacallo forse incrociati anche con altri Canidi. Mentre i primi Canidi sarebbero comparsi sulla Terra già all'inizio del Terziario, il genere Canis sarebbe apparso solamente nel Pliocene. Nel Quaternario i Canidi erano particolarmente abbondanti e, secondo alcuni autori, sarebbero già esistite alcune razze canine differenziate. Sembra che l'addomesticamento del cane risalga al Paleolitico superiore dato che in varie stazioni preistoriche del tardo Paleolitico compaiono numerosi resti fossili di varie sottospecie arcaiche di Canis familiaris; al Neolitico risalgono i resti del cane della torba (Canis familiaris palustris), scoperti nelle stazioni lacustri abitate dai palafitticoli e testimoni di uno stato quasi domestico. A epoche successive risalgono il cane della cenere (Canis familiaris intermedius), ritenuto un possibile progenitore delle razze da caccia, probabilmente comparso nell'Europa centrale fra l'Età della Pietra e l'Età del Bronzo, e il Canis familiaris matris optimae dell'Età del Bronzo, che molti indicano come forma ancestrale dei cani da pastore. Sulla diffusione del Canis familiaris palustris ci sono state constatazioni sorprendenti: ne è un esempio il volpino, che parrebbe essersi conservato immutato attraverso i millenni con caratteristiche simili al cane della torba; lo si riscontra, nei tempi preistorici, dappertutto in Europa e con tipi fossili analoghi in tutta l'Asia, in alcune isole del Pacifico, nel Madagascar. La sua presenza nell'antico Egitto è documentata da reperti osteologici e iconografici. Anche i terrier e i pinscher sembrano avere il loro ascendente nello stesso cane della torba: graffiti di 5000 anni fa rappresentano un cane assai simile a quelli attuali viventi nell'area congolese e che potrebbe essere l'antenato dei terrier. In una tomba faraonica della X dinastia (2300 a. C.) sono rappresentati quattro cani di diverso tipo (il che denota come la differenziazione delle razze fosse in atto da tempi molto remoti) e cioè un cane molto simile al terrier, un volpino, un segugio e un levrieroide. L'enorme mastino del Tibet raffigurato in bassorilievi e in monumenti assiro-babilonesi, ritenuto predecessore di numerose razze canine europee e conservatosi quasi inalterato sino ai nostri giorni, diffondendosi in India, Cina, Nepal, Assiria, ecc., avrebbe dato luogo ai giganteschi mastini che Alessandro recò in Grecia dall'India, divenuti poi i molossi che i Romani usavano in guerra e nei circhi. Successivamente i mastini, come pure altre razze, si diffusero anche nel resto dell'Europa e negli altri continenti. Attualmente il cane è rinvenibile in ogni parte del mondo, con aspetti spesso assai differenti per forma e dimensioni, dovuti a numerosissime razze e incroci. Esso vive quasi sempre accanto all'uomo come animale domestico.

Zoologia: caratteristiche

"Per la nomenclatura delle parti anatomiche vedi disegno al lemma del 5° volume." A prescindere dalle razze "Per la nomenclatura delle parti anatomiche vedi disegno vol. V, pag. 331" , il cane, in genere, è un quadrupede dotato di un apparato locomotore che lo rende particolarmente adatto alla corsa e dalle facoltà sensoriali assai sviluppate specialmente per quanto riguarda l'olfatto, l'udito e la percezione visiva di oggetti in movimento. L'esame della tavola dentaria del cane consente di stabilire con discreta approssimazione l'età, in un primo tempo in relazione allo stadio di eruzione e in seguito al grado di usura dei denti. Il cane è pubere dopo circa un anno di vita; la femmina si accoppia solo nei periodi di calore che ricorrono 2 volte l'anno (in genere primavera e autunno-inverno) e durano circa 3 settimane; il periodo più adatto per la copula è dal dodicesimo al quindicesimo giorno del calore. La gestazione dura ca. 65 giorni e termina con il parto di 2 o più cuccioli (nelle razze di grande mole le cucciolate sono più numerose). I cuccioli aprono gli occhi dopo una decina di giorni e cominciano a camminare dopo 2 settimane; lo svezzamento inizia dopo ca. 6 settimane. Il cane vive anche oltre i 16 anni ma a 10 deve considerarsi vecchio. Il cane domestico è onnivoro; in caso di necessità il latte materno può essere sostituito con una miscela di latte vaccino e acqua di riso in parti uguali addizionata con amminoacidi essenziali e vitamine, ma è sempre preferibile che i cuccioli ricevano il latte materno soprattutto nei primissimi giorni di vita. Dopo lo svezzamento il cane va alimentato con carne e riso (o pasta o pane). La razione giornaliera di carne dovrebbe essere di ca. 20 g/kg di peso corporeo per il cucciolo fino al termine dell'accrescimento e di 10-15 g/kg per l'adulto. Il cane si esprime, oltre che con vari atteggiamenti, con una gamma di suoni abbastanza vasta, che va dal mugolio al guaito, al ringhio, al latrato, ecc. riuscendo spesso con questi mezzi a manifestare efficacemente i suoi sentimenti e le sue intenzioni.

P. P. Grassé, Traité de zoologie, vol. XVII, Parigi, 1958; U. D'Ancona, Zoologia, Torino, 1960; Autori Vari, Enciclopedia del cane, Milano, 1970; Autori Vari, Il grande libro del cane, Novara, 1971; C. Adrian, Atlante delle razze canine, Padova, 1988.

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