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sf. [sec. XVIII; da cantore].

1) Il luogo, di solito a forma di tribuna, destinato ai cantori di una chiesa o di una corte. § Le esigenze liturgiche e la necessità di separare il coro dagli officianti e dai fedeli hanno fatto sì che gli si riservasse un luogo ben definito, sopraelevato, generalmente delimitato da una balaustra, in connessione con l'organo, e situato nella zona presbiteriale. L'inserimento del nuovo organismo nel contesto dell'edificio si produsse sia a livello strutturale e architettonico (Brunelleschi, a Firenze, in S. Lorenzo), sia come decorazione applicata alla struttura (cantoria di Donatello e Luca della Robbia \d0~, ora al Museo dell'Opera del duomo). Come fatto decorativo ebbe manifestazioni e sviluppi, specie nei periodi barocco e rococò, sempre più complessi fino a coinvolgere le strutture dell'organo (Bernini, a Roma, in S. Maria del Popolo) tanto che, per esigenze di spazio, organo e cantoria furono spesso inseriti nella parete d'ingresso della chiesa, al di sopra della bussola.

2) L'insieme dei cantori.

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