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canzonière

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Lessico

sm. [sec. XIII; da canzone].

1) Raccolta di poesie liriche di uno o più autori: il Canzoniere del Petrarca. In particolare, antica raccolta di canzoni e poesie liriche originariamente destinate al canto e quindi accompagnate spesso da notazioni musicali.

2) Raccolta di testi di canzoni del medesimo argomento (canzoniere dei fanciulli, canzoniere di Piedigrotta, canzoniere della patria; anche i fogli volanti con le canzonette popolari e quelle di moda).

Letteratura

Soprattutto di carattere amoroso, ma anche morale, politico, religioso, i canzonieri raccolgono gli scritti di vari poeti anche anonimi, appartenenti alle letterature neolatine. Si tratta di manoscritti, a volte preziosamente miniati, che risentono della cultura, del gusto e delle conoscenze linguistiche dei copisti e che perciò abbisognano di un paziente lavoro critico da parte dei filologi. Circa una decina sono i canzonieri italiani conosciuti, i più antichi risalenti alla fine del 1200: il più prezioso è il Vaticano latino 3793, di origine fiorentina, al quale fa da complemento il Vaticano Chigiano L. VIII. 305. Il Laurenziano Rediano 9 contiene quasi intera l'opera di Guittone di Arezzo. Si conservano inoltre una settantina di canzonieri provenzali (Pillet-Carstens), una quarantina francesi (Jeanroy-Spanke), molti catalani, tre portoghesi, molti spagnoli di età umanistica. Fra i migliori sono il Canzoniere francese Cangé della Biblioteca Nazionale di Parigi, e quello delle Cantigas de Santa María in gallego. Tra i più antichi canzonieri galaico-portoghesi a noi pervenuti sono il Cancioneiro da Ajuda (fine sec. XIII), il Cancioneiro da Vaticana e il Canzoniere Colocci-Brancuti (risalenti entrambi al sec. XIV), che contengono: il primo liriche cortigiane di imitazione provenzale e gli altri liriche di ispirazione popolare. Il più antico e importante canzoniere castigliano è il Cancionero de Baena (sec. XV); importanti anche il Cancionero de Stúñiga, il Cancionero general pubblicato nel 1511 da Hernando del Castillo (ca. 1000 poesie di 200 autori del sec. XV) e il Cancioneiro geral (1516) di poeti portoghesi, compilato da García de Rezende. In Italia, dal sec. XV in poi, le raccolte ebbero carattere erudito (Raccolta Aragonese del sec. XV). Col nome di canzoniere s'intende anche, impropriamente, la raccolta poetica organica di un solo autore, in quanto cioè comprende liriche del medesimo carattere e stile (Canzoniere del Petrarca), non necessariamente amoroso, ma anche giocoso. Si ricordano il Canzoniere dell'Angiolieri, quello di poesie realistiche di Pieraccio Tedaldi, quello di Lorenzo de' Medici, il canzoniere amoroso, dedicato alla gentildonna Antonia Caprara, di Matteo M. Boiardo, quello della poetessa francese Louise Labé e nel Seicento quello di Tommaso Stigliani. Fra i pochi poeti moderni che hanno voluto intitolare Canzoniere la raccolta delle loro liriche, va ricordato Umberto Saba. Fra i canzonieri appartenenti ad altre letterature, vale la pena di ricordare il Canzoniere d'amore (Nahabet Guciaghi Tivan), raccolta di liriche armene medievali attribuite all'aedo di Gokhtan, Nahabet Guciak (sec. XVI), e il cosiddetto Canzoniere raguseo.

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