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capillare

agg. [sec. XIV; dal latino capillāris, da capillus, capello].

1) Sottile come un capello, esile: la radice delle spighe è costituita da un insieme di fili capillari. Figurato, di azione o indagine ramificata in ogni luogo e condotta su ciascun elemento singolo che si ritenga meritevole d'interesse; minuzioso, analitico: organizzazione capillare di vendita; propaganda capillare di un'idea, di un prodotto; la psicologia richiede uno studio capillare della personalità umana.

2) Con accezioni più specifiche: A) In anatomia, vasi capillari o solo capillari come sm. pl.: sottilissimi vasi sanguigni "Vedi disegno vol. V, pag. 378" , "Per la rete capillare vedi disegno al lemma del 5° volume." situati tra i rami terminali delle arterie e quelli iniziali delle vene. Hanno la caratteristica di suddividersi e di anastomizzarsi in modo vario, formando un fittissimo e finissimo intreccio (rete capillare) che si diffonde in ogni tessuto e in ogni organo del corpo umano. Il loro calibro è molto variabile: il più piccolo è quello dei capillari della retina e della sostanza grigia nervosa (5-8 µ), il maggiore quello dei capillari delle ossa (25-30 µ). La parete dei capillari, priva di fibre muscolari, è costituita da uno strato di cellule endoteliali piatte, tra loro legate da una sostanza particolare, in modo da formare una membrana continua, molto permeabile. La loro funzione è quella di consentire gli scambi gassosi e nutritizi tra sangue e tessuti (vedi circolazione). Analoghi come forma sono i capillari biliferi e i capillari linfatici, che fanno parte rispettivamente del dotto biliaredotto e della rete vascolare linfatica. B) In fisica, tubo capillare, tubo di sezione molto piccola dell'ordine del millimetro quadrato o meno; nei capillari si verificano importanti fenomeni dovuti alla tensione superficiale e detti di capillarità.