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capodòglio o capidòglio

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Zoologia

sm. (pl. capidogli) [sec. XIV; da capo d'olio, per l'olio che se ne estrae]. Cetaceo odontocete (Physeter catodon=Physeter macrocephalus) della famiglia dei Fiseteridi. È il più grosso odontoceto e uno dei massimi cetacei viventi: il maschio è lungo 15-18 m e pesa 30-50 t, le femmine arrivano solo a 12 m. Ha capo gigantesco (ca. 1/3 della lunghezza del corpo), tronco sul davanti e concavo sui lati, tanto che il corpo raggiunge il diametro massimo dietro agli occhi. L'apertura della bocca, sita sotto il capo, è lunga e larga; la lingua è grossa e carnosa. Il capodoglio possiede una poderosa dentatura, con 48 denti (talora 42), lunghi 16-20 cm, privi di smalto e pesanti 1/2 kg. Lo sfiatatoio ha forma di fenditura a S ed è situato all'estremità antero-superiore del capo verso sinistra. Le pinne pettorali sono lunghe sino a 2 m e larghe 1, la caudale è larga 4 m e mezzo, la dorsale manca. La colorazione è grigio-scura superiormente, biancastra inferiormente, caratterizzata spesso da cicatrici e graffi sulla pelle, per attacco da parte di altri cetacei (orche soprattutto) o per le lotte con giganteschi cefalopodi. Il cranio forma sul davanti come un largo bacino, dove si trova l'organo dello spermaceti, costituito nella sua parte inferiore da una massa fibrosa ed elastica piena d'olio, sovrastata da un altro serbatoio pieno dello spermaceti vero e proprio, sostanza oleosa incolore e trasparente (da 1 a oltre 5 t per individuo). La funzione di quest'organo non è chiara, forse ha un ruolo idrostatico e agisce sul meccanismo di chiusura dello sfiatatoio durante le immersioni. Il capodoglio frequenta tutti i mari, ma preferibilmente quelli caldi e temperati, stando di solito al largo. La sua alimentazione è a base prevalente di cefalopodi, anche di grossa mole, che va a cacciare anche in profondità, immergendosi fino a 2000 m e oltre, e rimanendo sott'acqua anche per ore. In superficie può spostarsi sino a 20 km all'ora, ma di solito va a 5-10 km/h. Gregario e poligamo, vive in branchi di 15-20 capi, che possono diventare molto numerosi nelle migrazioni dalle acque tropicali a quelle temperate durante la primavera. La gestazione dura da 12 a 16 mesi; il neonato è lungo 5 m e prende il latte per 6 mesi. È accertata una longevità di 33 anni nei maschi. Il capodoglio è stato sottoposto a una caccia intensa per il grasso, lo spermaceti, l'avorio dei denti e l'ambra grigia (sostanza che si ritrova nel loro intestino); ciò ha ridotto le popolazioni in tutti i mari, rendendo eccezionale o impossibile l'incontro con individui di una certa età e di mole massima come un tempo.

Etologia

Sull'organizzazione sociale e il comportamento del capodoglio si hanno poche notizie, tratte prevalentemente dalla secolare esperienza dei balenieri e, solo recentemente, da studi mirati condotti su piccole imbarcazioni. I maschi migrano in estate, separatamente dalle femmine, verso le fredde acque polari, dove trovano nutrimento più abbondante. Le femmine formano gruppi di una certa stabilità, che possono comprendere da due a cinquanta individui per la presenza dei piccoli dell'anno corrente e dei giovani di ambedue i sessi degli anni precedenti. In questi gruppi, detti “asili”, i piccoli sono curati dalle madri collettivamente. La vita di branco sembra valida per la protezione dei piccoli contro gli attacchi degli squali e delle orche, che le madri riescono a fronteggiare con successo. I maschi giovani, quando si separano dagli asili, formano gruppi costituiti inizialmente da un massimo di cinquanta individui; a mano a mano che i giovani crescono, questi branchi si frammentano in gruppi progressivamente più piccoli, fino a che, nel periodo della maturità, i capidogli si separeranno per vivere isolati o in coppia. Poco si conosce sulle dimensioni delle prede e sulle tecniche di caccia dei gruppi di capidogli e non si sa se il branco resti unito perché le prede sono gregarie o perché pratica la cooperazione. La vita di gruppo è comunque di maggiore protezione per i singoli, ma probabilmente i maschi adulti sono in grado di difendersi da soli da qualsiasi predatore. Si ritiene che la frammentazione dei gruppi di maschi subadulti, che si verifica con la crescita, sia il risultato dell'aumentata aggressività, legata stagionalmente al ciclo degli ormoni sessuali maschili. Gli asili, con le loro femmine, rappresentano punti di riferimento anche per i maschi adulti che, durante la stagione riproduttiva, combattono per conquistare un harem. Talvolta due maschi possono stringere un'alleanza e sopraffare più agevolmente altri maschi nella competizione per un harem. Comunque il controllo dei maschi sugli harem dura soltanto per il periodo di recettività sessuale delle femmine. Più frequentemente le contese sono vinte dai maschi di grandi dimensioni, la cui mole sembra anche avere una funzione di imposizione, e questa può essere stata la principale forza selettiva che ha portato il maschio del capodoglio ad acquisire una mole di gran lunga superiore a quella della femmina.