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capriata (architettura)

sf. [da capra, nel senso 2]. Struttura reticolare piana, costituita da un insieme di elementi lineari collegati tra loro a formare un sistema destinato a sorreggere una copertura a falde inclinate. Strutturalmente la capriata nasce dalla necessità di evitare che le due travi inclinate (puntoni) costituenti gli elementi dell'orditura principale delle falde si aprano sotto il peso dell'orditura secondaria e delle tegole, rovesciando i muri che le sostengono. Ciò si ottiene collegando le estremità dei puntoni mediante un tirante orizzontale; per limitare l'inflessione di questo elemento si aggiunge un tirante (monaco) al centro (capriata semplice). Per completare la rigidità dell'insieme si possono infine inserire dei contraffissi diagonali (saettoni) che vanno dal monaco ai puntoni, dei quali riducono la luce libera e quindi la flessibilità (capriata palladiana) "Vedi disegni vol. V, pag. 403" . "Per alcuni disegni di capriata vedi il lemma del 5° volume." Il comportamento statico di una capriata di tal genere è molto semplice: il peso della copertura si scarica sui puntoni che vengono sollecitati a compressione (carico concentrato nel vertice) e anche a flessione e taglio (carico sulle falde); la spinta che i puntoni esercitano alla loro base è assorbita dalla catena, che risulta così in trazione (come tratto è il monaco al quale essa è sospesa), mentre i saettoni diagonali sono sottoposti a un carico di punta. Nel suo insieme, se non ha luce eccessiva, la capriata trasmette quindi ai suoi appoggi solo carichi verticali. Il calcolo statico delle capriate si esegue graficamente con diagrammi cremoniani, come per tutte le strutture reticolari, assimilando a cerniere i nodi tra le aste. I differenti tipi di capriata sono derivati dalla capriata semplice per la necessità di aumentarne la rigidezza e consentirle così il superamento di luci sempre maggiori. Dividendo le capriate in base alla loro rigidezza possiamo distinguere: capriata zoppa, in pratica una mezza capriata (per luci massime di 4 m); capriata semplice (per luci fino a 7 m); capriata palladiana (per luci fino a 15 m). Con l'entrata in uso, a partire del sec. XIX, del ferro e del cemento armato, sono stati realizzati tipi complessi che arrivano a coprire fino a 30 m di luce; fra queste, la capriata inglese, provvista di una serie di tiranti verticali collegati da diagonali; la capriata Polonceau, dove il monaco è diviso in due e sono moltiplicati i contraffissi di sostegno dei puntoni.