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caràttere (scienze umane)

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Filosofia

La nozione di carattere è già presente nel pensiero antico e a Teofrasto, filosofo della scuola aristotelica, si deve la celeberrima opera I caratteri morali. La nozione fu ripresa e sviluppata nel sec. XVII negli scritti dei moralisti. La successiva discussione sulla definizione di carattere è in parte riferibile alla distinzione operata da Kant, che nell'Antropologia parla di carattere fisico, individuante l'uomo quale essere naturale e indicante perciò le sue disposizioni immutabili, e di carattere morale come prodotto della libera e consapevole attività della persona.

Psicologia

Come l'insieme dei tratti della personalità di un individuo, il termine viene ad avere l'identico significato di personalità, e in effetti sino agli anni Trenta del XX sec. (e ancor oggi in parte, soprattutto nei Paesi di lingua francese e tedesca) aveva tale specifico significato. Affermatosi poi il termine personalità, il vocabolo cominciò a cadere in parte in disuso, e alcuni autori preferirono conservarlo per indicare o quell'aspetto della personalità che implica un riferimento alle norme morali della società in cui l'individuo vive (e i tratti presi in considerazione diventano allora l'onestà, la forza di volontà, ecc.); o, in riferimento alla derivazione etimologica, quell'aspetto della personalità che rende l'individuo un unico, e lo contraddistingue da tutti gli altri (carattere inteso come marchio, segno distintivo). In quest'ultima accezione il significato è ancora prossimo a quello di alcune definizioni di personalità, per esempio quella di G. W. Allport; però, parlando di carattere, alcuni autori tendono ad accentuare l'aspetto della manifestazione esterna dei tratti della personalità. Lo studio del carattere viene detto caratterologia. Secondo la psicanalisi, tratti e aspetti del carattere sono effetto dei meccanismi di difesa adottati dall'Io contro minacce provenienti sia dal mondo interno sia dal mondo esterno. Si possono distinguere diversi tipi di caratteri riuniti in due gruppi: un primo gruppo che si rifà alle affezioni psiconevrotiche (carattere ossessivo, fobico, schizoide, paranoico, ecc.) e un secondo gruppo relativo allo sviluppo della libido (carattere orale, anale ecc.). Per nevrosi del carattere, si intende, infine, un disturbo nel quale il conflitto intrapsichico non produce sintomi definiti, ma un'organizzazione patologica della personalità che porta a difficoltà costanti nella relazione con l'ambiente.

Sociologia

Carattere nazionale, struttura della personalità ritenuta tipica degli appartenenti a una medesima società. L'individuazione del carattere nazionale comporta un'attenta analisi dei valori più diffusi e collettivamente partecipati dai membri di una determinata società nazionale, e l'identificazione dei tratti culturali dominanti di questa. In realtà non è sempre dimostrabile la corrispondenza fra la cultura di una società e il tipo di personalità che ne è ritenuto caratteristico; spesso il parlare di carattere nazionale costituisce una pericolosa generalizzazione, sulla quale possono innestarsi i pregiudizi più diversi.