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carpèllo

sm. [sec. XIX; dal francese carpelle, dim. del greco karpós, frutto]. Unità fondamentale del gineceo che racchiude gli ovuli e deriva da una o più foglie trasformate, i megasporofilli. Un fiore può, a seconda della specie, contenere uno o più carpelli; nel caso di più carpelli questi possono essere distinti o connati. Se sono distinti il termine carpello corrisponde a quello di pistillo (come anche nel caso di un unico carpello); se sono connati il pistillo risulterà composta da più carpelli. I carpelli sono tipicamente formati da uno stigma, per la ricezione del polline, da uno stilo, ovvero un filamento ove si accresce il tubetto pollinico, e da un ovario, un rigonfiamento basale che circonda e protegge gli ovuli. Dopo la fecondazione gli ovuli si trasformeranno in semi e l'ovario in frutto. Il carpello viene anche detto foglia carpellare, foglia fruttifera, carpidio o carpofillo. Nelle Gimnosperme ai carpelli corrispondono le squame ovulari (o squame seminifere), le quali rimangono stese (non sono mai ripiegate a formare un ovario chiuso), non si saldano fra loro e sorreggono ovuli nudi.