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castagna

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino (nux) castanĕa, propr. (noce) castagnina, che risale al greco (karya) kastáneia].

1) Frutto del castagno: diricciare, sdiricciare le castagne, liberarle dal riccio; sbucciare, sgusciare le castagne, privarle della scorza. Come agg., per estensione, color castagna, di un marrone lucido simile a quello delle castagne. In alcune loc. fig.: prendere in castagna, cogliere in fallo; cavar le castagne dal fuoco con lo zampino altrui o con la zampa del gatto, ricavare qualche vantaggio lasciando i rischi agli altri.

2) In marina, pezzo in legno o metallo impiegato quale mezzo di arresto per impedire un dato movimento, come negli argani, nelle invasature, ecc.

3) Nel gergo sportivo, riferito al gioco del calcio e al pugilato, indica rispettivamente un tiro e un pugno secchi e potenti.

Gastronomia

Alimento sano e nutriente, la castagna è stata in passato un cibo essenziale del popolo in molte regioni italiane, mentre ormai il suo consumo è assai ridotto. Le castagne si preparano arrostite (caldarroste) o lesse (ballotte). Per prolungarne la durata si fanno seccare, già sbucciate, o si cuociono in sciroppo di zucchero (marron glacé). La farina di castagne è la base di varie gustose preparazioni (castagnaccio, pattona, necci, ecc.). La castagna, specie se di qualità grossa e saporita (i cosiddetti marroni), entra in piatti di un certo rilievo, come il tacchino ripieno di castagne, ecc.

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