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cateterismo

sm. [dal greco kathetērismós]. Complesso di manovre eseguite a scopo terapeutico o diagnostico attraverso l'introduzione di un catetere in un canale (vene, arterie, ureteri, esofago) o cavità naturale del corpo umano (vescica, stomaco, cavità cardiache). Cateterismo arterioso, metodo cruento per la misurazione della pressione arteriosa; si può inserire un catetere di piccolo calibro nell'arteria radiale (metodo più comune) oppure nella brachiale o nella femorale. Il catetere è collegato a un trasduttore e a un registratore di pressione. Attraverso il cateterismo è possibile eseguire prelievi ematici (emogasanalisi) che danno indicazioni su: ossigeno, anidride carbonica, bicarbonati standard e base-excess del sangue. Cateterismo cardiaco, si pratica introducendo da una vena della piega del gomito un piccolo catetere radiopaco semirigido di politene, che giunge attraverso l'atrio destro, il ventricolo destro e l'arteria polmonare fino ai capillari polmonari, per via sinistra tramite l'aorta superando le valvole semilinari giunge al ventricolo sinistro. Si possono ottenere così campioni di sangue, la pressione intracardiaca e individuare anomalie cardiache. Con medesime modalità è possibile cateterizzare le arterie coronariche immettendo il mezzo di contrasto nelle arterie stesse, effettuando quindi un esame coronarografico. Cateterismo endocranico o cerebrale, si effettua con un piccolo catetere inserito nel ventricolo cerebrale laterale per la misurazione della pressione endocranica (PEC). Cateterismo faringo-tracheale, permette l'aspirazione, mediante collegamento con un aspiratore, di secrezioni mucose, sangue, vomito, materiale estraneo. Il catetere può essere introdotto da una narice o dalla bocca nel faringe e nel laringe e, con opportune manovre, è possibile avanzare sino in trachea. Nei pazienti intubati o portatori di tracheostomia, la pratica dell'aspirazione endotracheale è effettuata attraverso l'introduzione del catetere nello stesso tubo. L'introduzione in orofaringe, attraverso una narice, di un catetere dotato di due o tre fori alla sua terminazione distale, permette anche l'erogazione di ossigeno (umidificato) senza interferenza con l'assistenza al paziente (ossigenoterapia). Cateterismo gastrico, si effettua mediante l'inserimento di un catetere, generalmente per via nasale, con numerosi scopi: diagnostico (prelievo di succhi gastrici, determinazione della pressione gastroenterica), compressivo (varici esofagee; sonda di Sengstaken-Blakemore), terapeutico (nutrizione enterale, rimozione di alimenti o farmaci in seguito a intossicazioni), decompressivo (rimozione di liquidi enterici in seguito a occlusione intestinale). Cateterismo laringeo, si effettua nella laringe per allontanarne le secrezioni o per introdurvi gas. Cateterismo peritoneale, consiste nell'introduzione percutanea addominale (sottombelicale) di un catetere attraverso cui viene dapprima introdotta e successivamente lasciata defluire una soluzione per dialisi peritoneale. È impiegato in caso di insufficienza renale per supplire all'alterata funzionalità dell'organo. Cateterismo pleurico, consiste nell'introdurre nella cavità pleurica, attraverso un ago, un catetere per svuotare un pneumotorace o favorire il deflusso del liquido durante una toracentesi. Cateterismo spinale, posizionamento di un catetere nello spazio peridurale o subaracnoideo attraverso un ago di adeguate dimensioni inserito, per via percutanea, a livello degli spazi interspinosi della colonna vertebrale. Dopo l'inserimento del catetere, l'ago viene sfilato. Attraverso il cateterismo possono essere somministrati a scopo terapeutico: farmaci analgesici (per lo più oppioidi) e anestetici locali; a scopo diagnostico un mezzo di contrasto radiopaco. Nell'utilizzazione terapeutica prolungata, per evitare contaminazioni e infezioni, il catetere viene collegato ad un reservoir e il sistema viene inserito completamente sottocute (tunnellizzazione); il reservoir è sempre collocato in una posizione facilmente accessibile al paziente stesso per la somministrazione dei farmaci. Può rimanere in situ per numerosi mesi sottoposto solo a periodici controlli per individuarne eventuali complicazioni. Cateterismo tubarico, per insufflare aria o medicamenti nella tromba di Eustachio. Cateterismo della vena epatica, si effettua attraverso una vena del braccio, l'atrio destro, la vena cava inferiore e la vena epatica, fino a raggiungere una piccola venula epatica, per registrare la pressione venosa intraepatica. Cateterismo degli ureteri, si effettua per evidenziare eventuali inginocchiamenti in rapporto con un rene mobile, oppure ostacoli o restringimenti di ogni tipo (infiammatori, da calcoli, o per compressione da organi vicini). Cateterismo uretrale, esplorazione uretrale che si effettua in caso di stenosi uretrale, aumento di volume della prostata, ecc., con cateteri di tipo diverso (cateterismo di gomma, sonda a becco perforato o filiforme, cateterismo di Béniques). Cateterismo venoso, per via percutanea si introduce in una vena un catetere di diverso calibro secondo gli scopi e la via di accesso prescelta, attraverso il quale possono essere infusi liquidi, sangue, soluzioni nutritive (nutrizione parenterale), farmaci. Il cateterismo venoso permette anche la misurazione di alcuni parametri vitali di fondamentale importanza soprattutto in rianimazione come la pressione venosa centrale (PVC) e la pressione arteriosa polmonare. In alcuni particolari impieghi (per esempio nutrizione parenterale) il catetere viene inserito completamente sottocute e viene collegato a un piccolo contenitore (reservoir), anch'esso sottocutaneo, attraverso il quale si effettua la somministrazione intermittente o continua di farmaci o soluzioni infusionali; in tal modo si ottiene un “sistema” chiuso che impedisce contaminazioni del catetere e conseguenti infezioni localizzate o sistemiche. Cateterismo vescicale, si effettua, in genere, per svuotare la vescica quando l'emissione di urina non avvenga spontaneamente.