cattività

Indice

Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino captivítas-ātis].

1) Lett., prigionia, schiavitù: animali in cattività, animali selvatici costretti a vivere in uno spazio assai limitato (gabbie o recinti), per esempio nei giardini zoologici; cattivitàavignonese; cattivitàbabilonese

2) Poco comune, cattiveria, scelleratezza: “la cattività di quelli uomini invidiosi che hanno piacere di commettere male” (Cellini).

Etnologia

In etnologia, è il primo stadio della soggezione degli animali all'uomo. Secondo alcuni studiosi, la cattività degli animali selvatici, praticata fin da tempi preistorici, deriva non tanto dalla necessità di disporre di prede per l'alimentazione, quanto dalle possibilità di utilizzazione di alcuni animali per la caccia, l'abbigliamento, i sacrifici rituali, ecc. La cattività favorì l'addomesticamento di alcune specie e fu possibile soprattutto per l'instaurarsi di fenomeni di commensalismo.

Etologia

In etologia, la cattività può avere effetti drammatici sul comportamento degli animali, qualora comporti per essi l'impossibilità di reagire a stimoli naturali e di svolgere le loro funzioni normali. In queste condizioni la cattività può risultare dannosa particolarmente per i giovani soprattutto se protratta per lunghi periodi. L'impossibilità di muoversi e di giocare può causare uno sviluppo disarmonico degli schemi di movimento dei giovani mammiferi, talvolta irrecuperabile, e l'isolamento, se accompagnato alla cattività, può causare difficoltà di inserimento sociale in età più avanzata. Se l'animale è di una specie capace di apprendere per imprinting, potrà dirigere il suo comportamento su oggetti sbagliati e non riconoscere, da adulto, gli appartenenti alla propria specie, con i quali rifiuterà di accoppiarsi. I disturbi provocati dalla cattività sono spesso riconoscibili e il loro quadro complessivo viene denominato “sindrome da cattività”.

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