cava (mineralogia, industria e altro)

Indice

Lessico

sf. [sec. XIII; f. di cavo1].

1) Ant. o lett., terra scavata, buca, fossa; grotta: “lo mandò nelle più oscure cave” (Ariosto); anche tana, covile: “due volpi vide, e ciascuna fuggendo / andava a fare a sua cava ritorno” (Boccaccio).

2) Scavo artificiale di notevoli dimensioni effettuato per estrarre argille, sabbie, ghiaie, pietre da costruzione e materiali utili in generale.

3) Alloggiamento per gli avvolgimenti della maggior parte di macchine elettriche rotanti: "Per gli schemi di cave nelle macchine elettriche vedi il lemma del 5° volume." alcune di queste la portano soltanto nel rotore, altre soltanto nello statore, altre in ambedue "Per gli schemi di cave nelle macchine elettriche vedi pg. 72 del 6° volume." . In relazione alla forma si distinguono: cave aperte, di forma rettangolare, con due tacche verso l'esterno per bloccare la bietta di chiusura; cave semichiuse, nelle quali l'avvolgimento viene sistemato spira per spira; cave chiuse, usate per esempio nei rotori dei motori asincroni a gabbia, specialmente di potenza non rilevante: in tal caso le gabbie conduttrici vengono realizzate riempiendo le cave con alluminio fuso.

4) Fig., grande quantità, fonte inesauribile: una cava di errori; questo libro è una cava di notizie; aver la cava di qualche cosa, possederne in abbondanza.

Industria: il settore minerario

Secondo la legge mineraria italiana del 29 luglio 1927 n. 1443, la distinzione fra cava e miniera sta solo nel tipo dei materiali che si estraggono. La legge enuncia quattro categorie di prodotti delle cave: torba (nel qual caso si parla anche di torbiere); materiali da costruzioni edili, stradali, idrauliche; terre coloranti, farina fossile, quarzo, sabbie silicee, pietre da mole e da cotti; altri non compresi nell'elenco dei materiali che si estraggono dalle miniere. Altra differenza che la legge mineraria sancisce (art. 45) è che le cave (quindi anche le torbiere) sono lasciate in disponibilità del proprietario del suolo, mentre le miniere fanno parte del patrimonio del demanio dello Stato. Il concetto più diffuso è che la cava comporti una lavorazione a cielo aperto e non in sottosuolo; avviene invece che materiali che la legge considera di cava vengano estratti in sottosuolo (per esempio marne da cemento, terre coloranti); per contro, materiali che la legge assegna alle miniere vengono coltivati a cielo aperto (per esempio molti giacimenti metalliferi e di combustibili affioranti). Le zone dove impiantare una cava vengono individuate o direttamente, quando affiorano materiali utili economicamente coltivabili, oppure mediante operazioni di prospezione. L'organizzazione della cava comporta la costruzione di vie d'accesso e di canali di raccolta delle acque piovane onde evitare pericolosi afflussi nell'ambito della cava. Se questa è ubicata in montagna lo sviluppo della coltivazione dipende dalla morfologia locale: generalmente si creano gradini sul pendio del monte e vie di raccordo fra monte e valle, costituite da piani inclinati, vie di lizzatura, teleferiche. Se la cava è in terreno pianeggiante e il materiale utile non affiora, si apre una cava a fossa procedendo anzitutto allo scoperchiamento, ossia all'asportazione del materiale sterile fino a giungere a quello utile ricavabile. Gli impianti comuni a tutti i tipi di cava sono quelli relativi alle linee di trasporto di energia elettrica, produzione di aria compressa, condotte d'acqua industriale, depositi di esplosivi, di carburanti, lubrificanti, materiali vari. Quanto al macchinario, nel caso di cava in terreno pianeggiante, occorrono escavatori e trasportatori fissi e semoventi; nel caso di cava in montagna, pale meccaniche, wagonsdrill, perforatrici, dumpers, nastri trasportatori, locomotori e vagoni. Per le cave di marmo e di pietre ornamentali occorre l'impianto di taglio col filo elicoidale. Le tecniche di estrazione dei materiali dalle cave sono quelle adottate per le miniere a cielo aperto (vedi coltivazione).

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