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cavernìcolo

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Lessico

agg. e sm. [sec. XX; da caverna+-colo].

1) Agg., che abita nelle caverne, riferito in genere all'uomo primitivo o agli animali: fauna cavernicola.

2) Sm. (f. -a), uomo che vive nelle caverne, troglodita. Per estensione, chi è costretto a vivere, specialmente nelle moderne metropoli, in abitazioni rozze e primitive, in baracche di periferia e simili. Fig., persona di abitudini primitive o anche di carattere rozzo.

3) In biologia, l'ambiente cavernicolo è rappresentato da grotte, caverne, anche artificiali, profonde spaccature del terreno.

Geomorfologia: ambiente cavernicolo

L'ambiente cavernicolo, detto anche sotterraneo o ipogeo, può essere sia acquatico che terrestre e ha peculiari caratteristiche. In particolare, le grotte più estese sono prive di luce e hanno temperatura e umidità piuttosto costanti. I movimenti dell'aria sono generalmente poco accentuati ma l'ossigeno è di solito presente. L'assenza di luce vi determina l'assenza di piante superiori, i principali produttori di energia, sicché, nel complesso, l'ambiente cavernicolo è contraddistinto da scarsa variabilità dei fattori ecologici e da scarso flusso totale di energia. Le fonti alimentari principali sono rappresentate dagli organismi animali, inclusi i loro cadaveri, e sostanze organiche provenienti dall'esterno. Malgrado questo, può essere favorevole agli organismi a scarsa tolleranza ecologica, specialmente se l'ambiente esterno presenta caratteristiche climatiche molto differenti.

Flora e fauna

Sia la flora sia la fauna cavernicola sono legate non solo alle caverne e alle grotte, ma anche alle anfrattuosità delle rocce e ad altri siti, più o meno privi di luce. In particolare la flora varia secondo l'intensità della luminosità. Si tratta di piante che, pur non essendo essenzialmente ipogee, hanno la possibilità di assumere il carbonio da detriti organici anche in assenza di luce, oppure, per esempio, batteri e funghi che vivono su organismi morti o piante parassite di organismi vivi. In particolare le piante verdi presentano maggiore espansione dei lembi fogliari, allungamento dei fusti e decolorazione più o meno accentuata. In genere le Fanerogame riescono a vivere nell'ambiente cavernicolo sino dove giunge 1/500 della luminosità totale, le Felci sino a 1/700, i Muschi e le Epatiche sino a 1/1000, le Cianoficee sino a 1/2000, mentre numerosi funghi vivono nell'oscurità più assoluta. La fauna presenta, generalmente, l'assenza o la riduzione degli organi visivi, la depigmentazione del tegumento e talora lo sviluppo di vari organi di senso portati su appendici (antenne, arti, ecc.) molto allungate (alcuni insetti non cavernicoli presentano le stesse caratteristiche però si tratta di forme che vivono nei nidi sotterranei di altri insetti come quelli delle formiche). Alcuni animali presentano pigmento allo stadio giovanile e lo perdono in quello adulto; altri, depigmentati, riprendono la colorazione normale se portati all'esterno e la riperdono se condotti nuovamente nel loro ambiente primitivo. Data l'assenza di piante, la maggior parte degli organismi animali ha dieta carnivora o detritivora. A paragone degli organismi che vivono all'esterno, i cavernicoli producono uova più grandi ma in numero minore. La fauna cavernicola è costituita da protozoi, vermi (per esempio le bianche planarie del Carso), anellidi, crostacei copepodi ciechi e crostacei decapodi, molti aracnidi, centopiedi, diversi gasteropodi, pochi pesci (per esempio i pesci ciechi delle grotte di Cuba, del Texas, del Kentucky, ecc., mentre nelle caverne europee sembra si trovino solo esemplari trasportati occasionalmente dalle acque), alcuni anfibi (proteo del Carso, geotritoni italiani, ecc.), vari uccelli quali gufi, salangane e marangoni che costruiscono i loro nidi in anfratti rocciosi, caverne e qualsiasi altro luogo dove difficilmente possono essere raggiunti dalla luce del giorno. Quasi completamente assenti sono i Rettili, mentre fra i Mammiferi, oltre a pochi roditori e insettivori (non però esclusivi delle caverne), si trovano moltissimi pipistrelli.