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celòma

sm. (pl. -i) [sec. XIX; dal greco kóilōma, cavità]. Cavità del corpo rivestita dal mesoderma e detta secondaria in contrapposizione al blastocele. Tipicamente il celoma si forma per schizocelia nei Protostomi e per enterocelia nei Deuterostomi. Lo spazio fra la parete del corpo e l'intestino può essere occupato da tessuto oppure riempito di fluido. In animali più primitivi (per esempio nei Platelminti) lo spazio è occupato da tessuto connettivo, ma nei Vertebrati, e negli Invertebrati più organizzati, gli organi interni sono situati in cavità del corpo chiamate cavità celomatiche. Ogni cavità celomatica è uno spazio ripieno di liquido (o fluido) delimitato da uno strato di cellule epiteliali, chiamato peritoneo. I visceri sono sospesi in questi spazi ripieni di liquido, e possono compiere, in tal modo, piccoli movimenti che facilitano la loro attività funzionale, e possono aumentare le loro dimensioni nel corso dell'accrescimento dell'individuo. Nell'anfiosso e in molti Invertebrati il celoma si forma da tasche metameriche distaccatesi dall'intestino primitivo come somiti mesodermici. Nei Vertebrati invece si forma per delaminazione del mesoderma, dopo la sua separazione dagli altri tessuti embrionali. Nella condizione primitiva il celoma è costituito da una sequenza di sacche, una coppia per metamero, disposte lateralmente all'intestino ed estese fino alla parete del corpo. Dorsalmente e ventralmente le pareti dei comparti celomatici delle singole coppie formano i mesenteri dorsale e ventrale; la parete mediale, che avvolge l'intestino, e quella laterale, addossata alla parete del corpo, sono dette rispettivamente splancnopleura e somatopleura. Le varie sacche possono fondersi e formare compartimenti celomatici più grandi. La cavità celomatica è ripiena di liquido in cui navigano elementi cellulari (celomociti) o formazioni pluricellulari e ha funzioni di trasporto e distribuzione. Tranne che nei Platelminti e nei Nemertini, il celoma si forma probabilmente in tutti gli animali che presentano mesoderma, anche se può andare incontro a riduzioni di vario grado, fino alla scomparsa quasi totale. Per esempio, nei Policheti e negli Oligocheti il celoma è ben sviluppato e conformato in modo tipico, mentre in alcuni Irudinei può essere ridotto a una serie di lacune celomatiche. Gli Artropodi, parimenti, hanno celomi ridotto alle sole cavità delle gonadi (gonocele), delle ghiandole antennali e coxali (nefrocele), e la cavità del corpo (emocele) si identifica con il blastocele. Nell'embrione dei Cordati il celoma si forma nello spessore delle piastre laterali del mesoderma per delaminazione di questo in due foglietti. Inizialmente il celoma è costituito da due cavità simmetriche bilaterali, internamente rivestite da un mesepitelio pavimentoso (celotele), disposte una per parte ai lati dell'intestino che ne risulta circondato. Dorsalmente e ventralmente all'intestino le cavità celomatiche di destra e di sinistra vengono a contatto formando i mesenteri dorsale e ventrale. Nel rivestimento delle cavità celomatiche si distinguono un foglietto viscerale che aderisce all'intestino e forma i mesenteri, detto splancnopleura, e uno parietale che tappezza le pareti interne del corpo, detto somatopleura. Splancnopleura e somatopleura continuano anche al di fuori del corpo dell'embrione fornendo di un rivestimento mesoteliale anche gli eventuali annessi embrionali (corion, sacco del tuorlo, amnios e allantoide) e delimitando una concamerazione della cavità celomatica detta celoma extraembrionale. Nelle susseguenti fasi di sviluppo il celoma extraembrionale si separa dalla restante parte interna all'embrione. Quest'ultima, in seguito alla scomparsa del mesentere ventrale, da doppia diventa unica e prende il nome di cavità pleuroperitoneale. Nella parte di questa più vicina alla testa viene poi a formarsi il sacco pericardico e inoltre, nei Mammiferi, con la formazione del diaframma che suddivide trasversalmente il celoma, si separa la cavità pleurica da quella peritoneale.

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