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cellulare

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Lessico

agg. [sec. XVII; da cellula].

1) Diviso in celle o scomparti: doppio fondo cellulare, quello degli scafi navali metallici; carcere cellulare o solo cellulare come sm., carcere in cui i detenuti devono stare ciascuno in una cella separata, cioè nella condizione detta di segregazione cellulare; furgone cellulare o più spesso cellulare come sm., autoveicolo destinato al trasporto di detenuti, generalmente realizzato su autotelaio di autocarro, in cui al posto del cassone è sistemato un abitacolo rinforzato, con piccole finestre laterali poste in alto e munite di sbarre e un'unica porta posteriore per l'ingresso e l'uscita dei detenuti.

2) Relativo alla cellula biologica; composto di cellule: patologia, teoria cellulare; struttura cellulare, tipica degli organismi viventi. Per estensione: tessuto cellulare, a trama larga, di cotone, per biancheria di casa o abbigliamento estivo.

3) In telecomunicazioni telefono cellulare o, più comunemente come sm., cellulare, apparecchio terminale radio, portatile o installato su una postazione mobile, usato per la connessione a una rete mobile cellulare.

Biologia

La teoria cellulare, nota anche come “teoria dello stato cellulare della materia vivente”, fu enunciata dal botanico M. J. Schleiden (1838) per i tessuti vegetali ed estesa l'anno successivo ai tessuti animali da T. Schwann. Secondo la teoria cellulare tutti gli organismi viventi sono formati da strutture elementari indivisibili e indipendenti, le cellule, e perciò non può esistere attività vitale senza organizzazione cellulare. L'enunciazione della teoria cellulare ha dato un formidabile impulso alla biologia in quanto lo studio dei fenomeni vitali sembrava diventare più accessibile se, anziché essere compiuto su un intero organismo complesso, fosse stato rivolto a un suo elemento costitutivo, cioè alla cellula. Le moderne acquisizioni sullo stato della materia vivente hanno confermato in generale la validità della teoria cellulare, mettendone tuttavia in risalto limiti precisi che la rendono inaccettabile nella sua enunciazione primitiva: per esempio, l'esistenza di forme viventi non dotate di un'organizzazione cellulare tipica è stata da lungo tempo dimostrata con la scoperta dei virus e degli ultravirus. D'altra parte, a livello degli stessi organismi pluricellulari (Metazoi e Metafiti) è noto che le funzioni degli organi e dei tessuti non sono soltanto espressione della somma delle attività cellulari, ma derivano anche dalle proprietà della sostanza intercellulare, che in molti casi mostra una complessa organizzazione e un preciso significato funzionale. Esistono strutture organiche (tessuto muscolare, alcune specie di Alghe e di Funghi) nelle quali i confini tra cellula e sostanza intercellulare sono imprecisi e scarsamente definiti. Recenti acquisizioni sulle influenze reciproche tra le cellule negli organismi pluricellulari costituiscono una ulteriore delimitazione della teoria in quanto dimostrano che le cellule, pur essendo dotate di una netta individualità, non possono essere considerate, tuttavia, organismi autonomi.

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