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centùria

sf. [sec. XIII; dal latino centuría, propr. gruppo di cento persone].

1) Presso gli antichi Romani, l'originaria unità tattica della legione. § La centuria comprendeva da 50 a 100 uomini; due centurie formavano un manipolo, dieci una coorte, sessanta una legione. Essa era anche l'unità politica nell'ordinamento centuriato, l'assemblea cioè che in età primitiva raggruppava gli uomini armati (perciò si riuniva al Campo di Marte, fuori del Pomerio, la primordiale cinta della città), ma che si trasformò presto in vera e propria assemblea politica. In tale assemblea erano eletti i magistrati, votate leggi, prese decisioni politiche sui rapporti con gli altri popoli, emessi giudizi d'appello sui condannati a morte. L'ordinamento centuriato, così come si presenta in età storica, comprendeva i cittadini distribuiti in cinque classi a seconda del loro censo, per complessive 193 centurie. Tale distribuzione è attribuita al re Servio Tullio (sec. VI a. C.), ma è più probabile che lo schema centuriato conosciuto in età storica sia il risultato di una serie di successivi ingrandimenti e adattamenti da un primitivo ordinamento, introdotto appunto da Servio Tullio. La distribuzione dei cittadini romani nell'ordinamento centuriato era la seguente: 80 centurie nella I classe (40 di iuniores, uomini dai 17 ai 45 anni, e 40 di seniores, dai 46 ai 60 anni), cui erano da aggiungere 18 centurie di cavalieri (e fra queste le 6 di Tities, Ramnes, Luceres), 20 centurie ciascuna nella II, III e IV classe, 30 centurie nella V; inoltre 4 centurie comprendevano i falegnami, i fabbri, i trombettieri e i suonatori e una centuria i capite censi, cioè i proletari. Non si sa con esattezza quando fu stabilito che occorressero 20 iugeri per l'appartenenza alla I classe; 15 alla II, 10 alla III, 5 alla IV, 2 alla V. La valutazione in moneta dava: 120.000 o 125.000 assi per la I classe, 75.000 per la II, 50.000 per la III, 25.000 per la IV, 12.500 o 11.000 per la V. Le centurie della I classe insieme a quelle dei cavalieri, in totale 98, disponevano già della maggioranza e ciò spiega come, nell'attività elettiva e legislativa dell'assemblea centuriata, prevalessero gli interessi dei ceti economicamente più elevati. Anche per accordarlo col numero delle tribù (35) in cui i cittadini, distribuiti in base alla residenza, eleggevano i magistrati plebei e votavano leggi, l'ordinamento centuriato fu oggetto di due riforme nella seconda metà del sec. III a. C. Tali riforme furono la conseguenza dell'espansione economica e sociale determinata dalle conquiste, che avevano avuto per effetto la rivalutazione del censo e la modificazione nella distribuzione delle centurie. In seguito alle riforme, alla I classe venne a mancare la maggioranza, che da allora in poi non si poté ottenere che con i voti delle centurie della II classe. Tuttavia i ceti nobili riuscirono ugualmente a far spesso prevalere la loro volontà grazie all'azione clientelare.

2) Negli eserciti antichi, compagnia di cento uomini. Nella milizia volontaria fascista, reparto corrispondente alla compagnia dell'esercito regolare.

3) Nella centuriazione romana, ciascuno dei quadrati in cui l'agro veniva suddiviso per mezzo di linee tra loro perpendicolari.

4) Per estensione, gruppo di cento persone; raccolta di cento cose dello stesso genere: una centuria di canzoni. Anche periodo di cento anni; in passato, titolo di cronache che registravano gli avvenimenti distribuiti per secoli.