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certósa

sf. [francese chartreuse, dal nome della montagna del Delfinato dove San Brunone fondò nel 1084 il suo monastero].

1) Monastero dei certosini; per estensione, l'ordine stesso. § Il nome e il tipo edilizio derivano dalla prima casa dell'ordine dei certosini costruita (1084) da San Brunone a Chartreuse, nei pressi di Grenoble. Nella certosa l'organizzazione degli ambienti, imperniata su due chiostri, è in funzione delle severe “consuetudini” dei monaci. Lungo il chiostro minore sono la chiesa, la sala capitolare, il refettorio; lungo il maggiore, le abitazioni dei monaci, separate, ma collegate dal porticato e dal chiostro. L'abitazione del priore è disposta in modo da poter sorvegliare l'intera comunità. Le certose hanno come denominatore comune la voluta lontananza e l'autonomia rispetto ai centri abitati, senza alcun influsso positivo, dunque, sulla loro espansione urbanistica. Le certose più note sono quelle di Trisulti (1204), di S. Martino a Napoli, di Champmol presso Digione (iniziata nel 1383, distrutta nel 1793), di Pavia, di Miraflores a Burgos (terminata nel 1488).

2) Fig. non comune, edificio silenzioso, luogo solitario che invita al raccoglimento e alla pace dello spirito.

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