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certosino

(anticamente certosano), sm. e agg. [sec. XIV; da certosa].

1) Monaco appartenente all'ordine dei certosini; come agg., che riguarda tale ordine e le sue consuetudini: una comunità di certosini; frati certosini; chiostro certosino; alla certosina, secondo l'uso di questi monaci; in particolare, intarsio alla certosina, decorazione a motivi geometrici di gusto orientaleggiante ottenuta con minuti tasselli d'avorio, osso e madreperla su fondo ligneo, in uso nell'ebanisteria rinascimentale italiana, specie nel Quattrocento.

2) Fig., persona di gusti modesti che fa vita ritirata o anche laboriosa e paziente: vita da certosino, fatta di astinenze e mortificazioni; lavoro da certosino, che richiede impegno e pazienza. Anche come agg., riferito direttamente alle qualità: pazienza certosina, grandissima, imperturbabile; semplicità certosina, semplicità estrema di vita; per estensione, sereno, tranquillo: “una solitudine certosina” (Giusti).

3) Liquore prodotto distillando varie erbe aromatiche come l'issopo, l'angelica, la genziana, ecc. È un'antichissima specialità della Certosa di Monte Acuto, dalla quale ha probabilmente avuto origine la celebre Chartreuse.

4) Formaggio lombardo di latte vaccino a pasta grassa e di colore bianco-giallognolo. Anche tipico dolce bolognese a forma di ciambella composto di farina, miele, mandorle, frutta candita, cacao e cannella.

5) Razza di gatti a pelo corto, dal corpo massiccio e di grossa taglia, con testa rotonda e muso a triangolo; occhi nei toni del rame e dell'oro; pelo denso e vellutato, mantello blu.

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