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cerume

sm. [sec. XVII; latino medievale cerūmen-ínis, da cera, cera1].

1) Poco comune, colatura di ceri, di candele e simili.

2) Sostanza giallo-bruna secreta dalle ghiandole ceruminose, esistenti nella cute della porzione cartilaginea del condotto uditivo esterno allo scopo di assicurare un giusto grado di morbidezza e di umidità alla superficie cutanea locale. Allorché il cerume è abbondante può formare dei tappi la cui presenza si manifesta con l'instaurarsi improvviso di sordità, talvolta di acufeni o di vertigini. Con l'estrazione di questi tappi scompaiono i disturbi.

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