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chiarificazióne

sf. [sec. XIV; da chiarificare]. Atto ed effetto del chiarificare; anche fig., chiarimento, spiegazione: sono finalmente arrivati a una chiarificazione; anche schiarita, distensione: una chiarificazione nei rapporti politici internazionali. § In farmacia, procedimento che ha lo scopo di eliminare dagli sciroppi e da altre forme farmaceutiche le impurezze che non sono sottraibili mediante decantazione o filtrazione. La chiarificazione viene realizzata: con sostanze adsorbenti quali caolino, farina di Diatomee, terra di Spagna, carbone, ecc., sia mescolandole al liquido (dal quale si separano poi per deposizione), sia facendo filtrare in esse il liquido; con materiali solubili a caldo, i quali, aggiunti nel liquido, precipitano, in seguito a raffreddamento, trascinando le sostanze sospese. Si parla di autochiarificazione quando il procedimento viene condotto su estratti o succhi vegetali contenenti forti quantità di clorofilla e di albumina che precipitano per azione del calore. § In tecnologia alimentare, la chiarificazione viene usata per liberare i vini da alcuni costituenti colloidali che li colorano. Viene eseguita con chiarificanti inorganici e organici: i primi sono formati da silicati idrati di alluminio che hanno una notevole capacità di rigonfiarsi, di adsorbire i materiali colloidali e quindi di precipitare, lasciando così il liquido limpido. L'uso del ferrocianuro di potassio consente l'eliminazione del ferro (oltre che del rame, dello zinco e del manganese) dal vino: questo trattamento chiarificante – la cui esecuzione richiede particolari precauzioni – può essere eseguito solo da tecnici specializzati che accertino, a chiarificazione ultimata, l'assenza di qualsiasi residuo di ferrocianuro nel vino. Questa tecnica, nata come trattamento specifico per l'eliminazione del ferro dai vini bianchi, viene oggi utilizzata comunemente anche perché conferisce a gran parte dei vini bianchi una brillantezza non altrimenti ottenibile. I chiarificanti organici sono formati da proteine le quali, fissandosi ai tannini e allo ione ferrico presente in soluzione, formano un coagulo che precipitando libera il vino dai colloidi. Le principali proteine usate sono: la caseina, la gelatina, l'albumina e l'ittiocolla. § In metallurgia, processo di separazione per gravità di sostanze non desiderate e non solubili presenti in un bagno metallico.