Questo sito contribuisce alla audience di

chiodatura

"Per alcuni tipi di chiodatura vedi disegni al lemma del 6° volume." sf. [sec. XIV; da chiodare].

1) Atto ed effetto del chiodare. Concr., l'insieme dei chiodi di un paio di scarpe: chiodatura da montagna.

2) Operazione che consente di collegare rigidamente e in maniera inamovibile elementi metallici (profilati, lamiere, laminati, ecc.). La chiodatura può essere eseguita a caldo, mediante chiodi, o a freddo, mediante ribattini; in entrambi i casi gli elementi da unire vengono preventivamente affacciati e forati secondo la disposizione ritenuta più funzionale: a una, due e più file, a fori allineati (chiodatura a catena), oppure sfalsati (chiodatura a scacchiera o alternata o a quinconce) "Per gli esempi della chiodatura vedi i disegni a pg. 299 del 6° volume." . Nella chiodatura a caldo il chiodo, portato al color rosso, viene infilato nel foro, avente diametro maggiore, dopodiché gli si crea, per deformazione plastica, una seconda testa. Il raffreddamento provoca la contrazione (dilatazione negativa) del chiodo e di conseguenza una forte compressione delle due teste sui lembi da unire; la tenuta è assicurata dall'attrito fra le teste e i lembi collegati senza la partecipazione del gambo del chiodo. Nella chiodatura a freddo il ribattino viene infilato in fori con diametro lievemente superiore così che il gambo faccia attrito; la seconda testa del ribattino è ottenuta per ribaditura a freddo con conseguente ingrossamento del gambo; la tenuta è in questo caso affidata all'attrito fra il gambo del ribattino e le pareti del foro nei lembi collegati. Per elementi piccoli e semplici la chiodatura viene effettuata manualmente; nelle costruzioni di strutture più grosse e in quelle navali si usano martelli pneumatici o macchine idonee (ribaditrici). La chiodatura può classificarsi in: chiodatura di tenuta, che ha lo scopo di assicurare la tenuta di elementi costituenti recipienti, cassoni, lamiere di navi, ecc. ed è realizzata in modo da evitare il passaggio di fluidi; chiodatura di forza, che ha lo scopo di contrastare le forze agenti nel piano di giunzione. La chiodatura viene anche classificata in funzione della forma del giunto, che può essere a sovrapposizione, a semplice o a doppio coprigiunto e a coprigiunto indiretto nel caso in cui quest'ultimo non sia in contatto con i lembi da unire. Nelle costruzioni navali ed edilizie a struttura portante metallica la chiodatura è stata quasi completamente sostituita dalla saldatura, di più rapida e sicura realizzazione e molto più economica.

Collegamenti