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ciaccóna

sf. [sec. XVII; dallo spagnolo chacona].

1) Danza popolare di probabile origine messicana fiorita in Spagna alla fine del Cinquecento. In tempo 3/4, richiamava nel carattere sensuale e nelle figurazioni scomposte le danze creole e negre. Passata in Francia e stilizzata dai maestri del ballo nobile, divenne nei sec. XVII e XVIII una maestosa danza di corte.

2) Forma musicale, derivata dalla danza omonima e affine alla passacaglia, dalla quale nella prassi barocca riesce difficile distinguerla con chiarezza. Il principio compositivo che la caratterizza è costituito dalla variazione su un nucleo tematico costantemente ripetuto, in genere come basso ostinato.La ciaccona vocale ricorre frequentemente in Monteverdi e nell'opera veneziana e ammette l'introduzione di episodi liberi o di variazioni del basso stesso, come del resto la ciaccona strumentale, che con Frescobaldi e la sua scuola fu spesso praticata sull'organo. Un tipo francese di ciaccona adottò il ritmo lento della sarabanda e fu inserito nella suite strumentale, secondo una prassi che fu poi ripresa da J. S. Bach nella sua famosa ciaccona per violino solo contenuta nella Partita in re minore. Dopo di lui la ciaccona cadde in disuso, per rivivere sporadicamente in alcuni compositori del secolo attuale, tra cui F. Busoni, G. Petrassi, W. Vogel.

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