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cilìcio o cilìzio

(ant. cilìccio), sm. [sec. XIII; dal latino cilicíum, che risale al greco kilíkion, propr. (panno) della Cilicia].

1) Veste fatta di tessuto grezzo di setola di capra o di cammello, portata in origine dagli abitanti della Cilicia sulla nuda pelle. Per la sua ruvidezza l'indumento assunse in seguito carattere penitenziale e come tale è già menzionato nell'Antico Testamento (Daniele 9,3), mentre nel Nuovo è segno di conversione (Matteo 11,21). Nel cristianesimo antico il cilicio era normalmente imposto ai catecumeni. Dai sec. IV-V fu usato dai monaci come strumento volontario di mortificazione. Più tardi il termine passò a designare una cintura di ferro uncinato in uso presso i frati mendicanti (sec. XVI) e in seguito anche in altri ordini religiosi come forma di mortificazione privata trasformata quasi sempre però in cintura di corda a nodi.

2) Fig., tormento fisico o sofferenza morale, mortificazione: quel lavoro umiliante cominciava a diventare un cilicio.

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