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circolazióne (metereologia)

fenomeno di spostamento di masse d'aria secondo percorsi costanti e su larga scala pressoché regolari, provocato dal riscaldamento della Terra. "Per la circolazione meteorologica e per le isobare e venti vedi lo schema a pg. 439 del 6° volume." . A produrre e a mantenere questa circolazione non concorrono solo cause termiche, ma anche dinamiche, tra le quali è predominante la rotazione terrestre. L'intera massa atmosferica ruota, per effetto della gravità, insieme alla Terra, ma le singole particelle d'aria non hanno tutte la stessa quantità di moto: questa è minima per le particelle ai poli e massima per l'aria delle zone equatoriali perché più lontana dall'asse di rotazione. È stato dimostrato che la circolazione atmosferica nelle zone di latitudine media può mantenersi solo perché vi è una continua trasmissione di quantità di moto dai tropici verso i poli, trasmissione che permette di rimpiazzare le perdite dovute agli attriti. La circolazione generale è sufficientemente conosciuta solo per le correnti che si trovano a una quota relativamente bassa e per le quali sono dominanti i fattori termici; per le correnti degli alti strati ai limiti della troposfera non si hanno ancora sufficienti informazioni. La diversa distribuzione della temperatura determina nell'atmosfera delle fasce di alta e bassa pressione tra le quali avviene lo scambio delle masse d'aria; se si considera la distribuzione delle pressioni e dei venti sulla superficie terrestre supposta uniforme, si ottiene il seguente schema teorico di circolazione. Una zona di bassa pressione compresa tra le latitudini 15º N e 20º S in inverno, le latitudini 20º N e 15º S in estate nota un tempo come zona delle calme equatoriali e oggi denominata zona intertropicale di convergenza: è prodotta dal forte e continuo surriscaldamento; due fasce di alte pressioni tropicali con massimi alle latitudini di 30º N e 30º S (le calme tropicali di un tempo, mentre oggi vengono indicate come zone subtropicali di alta pressione); due zone di bassa pressione nelle regioni temperate con minimi alle latitudini di 60º N e 60º S, definibili come fasce subpolari di bassa pressione; due aree di alte pressioni sulle calotte polari, indicate anche come aree polari di alta pressione relativa. Dalle alte pressioni subtropicali il vento si muove verso l'Equatore, deviato per effetto della rotazione terrestre secondo la legge di Buys-Ballot (alisei di NE e di SE); tra le alte pressioni subtropicali e le basse pressioni delle zone temperate si hanno venti da SW nell'emisfero boreale e da NW nell'emisfero australe (venti occidentali); infine dalle alte pressioni delle calotte polari si hanno delle correnti verso le fasce temperate. A questi venti, che spirano in vicinanza della superficie terrestre, corrispondono a quota elevata delle correnti di ritorno che chiudono i diversi circuiti. Tuttavia, se si esamina nella realtà la circolazione generale si deduce che essa è notevolmente disturbata da molteplici cause quali la diversa distribuzione delle aree continentali nei due emisferi, l'orografia e l'idrografia delle stesse, gli squilibri termici dovuti al differenziale riscaldamento fra terra e mare; in generale la circolazione è più regolare nell'emisfero australe, sugli oceani e nelle regioni tropicali. All'Equatore è presente effettivamente una zona di calma con bassa pressione prodotta da grandiose correnti calde ascendenti; gli alisei risultano anche nella realtà venti costanti e regolari che spirano verso l'Equatore; le alte pressioni subtropicali appaiono interrotte da depressioni originate dal diverso riscaldamento tra terra e mare (i monsoni sono una conseguenza di questo fenomeno); alle latitudini medie e circumpolari le fasce di bassa pressione non sono continue ma suddivise in tante depressioni (cicloni) che si susseguono nel tempo da W a E; ai poli le masse d'aria freddissime che vi stazionano generano nel loro movimento verso le latitudini più basse correnti orientali o nord-orientali a circolazione anticiclonica. Al polo Sud, data la natura e l'elevazionedella piattaforma antartica, i venti assumono una particolare violenza a causa dei concomitanti effetti catabatici (venti catabatici antartici, detti anche “blizzard”) e della differenza di temperatura tra l'entroterra antartico e l'oceano che lo circonda. Nella stratosfera, la circolazione delle masse d'aria, non essendo influenzata da fattori di attrito terrestre (l'orografia, la diversa distribuzione dei mari e dei continenti, ecc.) è molto più regolare soprattutto nell'emisfero sud dove circa l'80% della superficie è costituita dall'oceano. In particolare le correnti aeree stratosferiche sono molto intense e veloci correndo da O verso E con rotazione ciclonica attorno allo stesso asse terrestre. Tale circolazione è più intensa attorno ai poli dove si formano vortici di enormi dimensioni denominati “vortici polari stratosferici”, mentre nella fascia intertropicale la circolazione stratosferica è pressoché assente. Circolazione stratosferica e circolazione troposferica sono fra loro correlate. Si è osservato che quando la troposfera si raffredda e la circolazione dei bassi strati si intensifica, nella stratosfera la circolazione si riduce e il vortice polare stratosferico si riscalda. Viceversa nel caso di riscaldamento della troposfera. Gli scambi d'aria tra stratosfera e troposfera avvengono in corrispondenza delle fratture della tropopausa dove corrono delle correnti violente e velocissime denominate correnti a getto. Studi più approfonditi del comportamento delle masse d'aria ad alta quota vengono condotti dallo spazio mediante satelliti meteorologici e da terra mediante sistemi di telerilevamento con tecniche radar. "Per la circolazione meteorologica e per le isobare e venti vedi schema al lemma del 6° volume."