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circolazióne (trasporti)

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complesso dei fenomeni relativi al traffico di veicoli e pedoni sulle strade.

Trasporti: il traffico

Il problema della circolazione stradale si è ingigantito negli anni per l'aumentato volume di traffico automobilistico, che ha portato a una congestione della rete stradale esistente, inadeguata, nonostante gli ampliamenti, alle nuove esigenze. Una definitiva risoluzione dei problemi inerenti alla circolazione stradale è ancora lontana, in quanto una specifica metodologia di studio non è stata completata: si tratta dell'ingegneria del traffico delegata ad analizzare, razionalizzare e risolvere i problemi relativi all'ottimalizzazione del flusso veicolare. Le indagini statistiche per determinare lo stato di congestione della circolazione stradale tengono conto di tre indici: differenza di velocità dei veicoli susseguentisi, poiché, con la congestione, questa velocità tende, infatti, ad annullarsi del tutto, diminuendo linearmente al crescere del volume di traffico; possibilità di sorpasso da parte dei veicoli più veloci, ottenuta dal rapporto tra il numero di sorpassi/km necessari per mantenere costante la propria velocità e quelli effettivamente realizzabili; velocità di esercizio della strada, corrispondente alla velocità massima che si può tenere su una certa strada senza però mai superare quella di progetto; questa velocità di esercizio, che coincide con quella di progetto solo nel caso che la strada sia del tutto deserta, diminuisce evidentemente con l'aumentare del volume di traffico, riducendosi di molto in caso di congestione. Ai problemi sollevati da questi tre indici se ne aggiungono però altri, causati dalla sovrapposizione e coesistenza di funzioni del tutto diverse e che si ostacolano a vicenda, svolte dalle strade; per esempio lo svolgersi sulla stessa strada e contemporaneamente di un traffico veloce e di uno locale, la manovra e la sosta dei veicoli, il passaggio dei veicoli e l'attraversamento dei pedoni. Tutti questi problemi si presentano in modo particolarmente grave nei grandi centri urbani che, per la loro struttura e funzione, non consentono interventi radicali; si è giunti così alla saturazione del traffico stradale cittadino e al rischio di blocco totale della circolazione stradale.

Trasporti: interventi nella circolazione urbana

Questa prospettiva ha spinto gli enti interessati a studiare soluzioni temporanee che possono riassumersi secondo alcune direttrici: razionalizzazione funzionale dei sistemi di regolazione semaforica lungo le direttrici principali del traffico, mediante sviluppo di sistemi di sincronizzazione concatenata (onda verde); estensione delle regolamentazioni a senso unico secondo una sistematica diretta alla creazione di itinerari di scorrimento prefissati, con sviluppo della precanalizzazione dei diversi flussi veicolari in funzione delle rispettive direzioni di avanzamento; costruzione e potenziamento delle grandi arterie di superficie, sopraelevate o sotterranee, di scorrimento tangenziale o semi-tangenziale, e dei rispettivi raccordi reciproci e con le arterie di penetrazione; misure dirette a scoraggiare o impedire la circolazione nei centri storici di particolari categorie di veicoli e di utenti, mediante divieti assoluti o parziali o temporanei di percorrenza in determinate vie e articolazione dei divieti di sosta secondo le ore e la durata (zone verdi, zone blu, ecc.); adozione di misure dirette a favorire la circolazione dei mezzi pubblici rispetto ai privati in determinate zone di traffico intenso (corsie riservate, semaforizzazione comandata dai mezzi pubblici, ecc.). Quanto alla circolazione stradale extraurbana, oltre al generico potenziamento delle reti stradali e autostradali, le tendenze più avanzate degli specialisti postulano l'opportunità di favorire: la flessibilità d'uso di grandi arterie di scorrimento para-urbane e anche di autostrade mediante adozione di corsie speciali a direzione di avanzamento invertibile in funzione delle necessità momentanee; l'uniformazione della velocità di scorrimento veicolare lungo le varie corsie delle maggiori arterie, mediante l'imposizione per ciascuna di esse di velocità obbligate eventualmente variabili a seconda delle condizioni momentanee. Parallelamente è diffusa la tendenza all'adozione di limiti massimi di velocità per la circolazione urbana ed extraurbana, spesso differenziati per strade e autostrade, e integrati dall'istituzione parallela di limiti minimi allo scopo di ridurre progressivamente la frequenza delle occasioni di sorpasso, fonte primaria di potenziale pericolo, e al contempo di limitare la capacità ottimale di flusso veicolare per ogni singola arteria. Nonostante le misure su accennate, i problemi posti dalla costante crescita del trasporto su gomma privato, pubblico e commerciale (nel decennio 1980-90 sono entrati in circolazione in Italia oltre 10 milioni di nuovi veicoli) rendono sempre più acuti, e a volte drammatici, gli aspetti relativi all'inquinamento acustico e dell'aria, e alla congestione del traffico che si ripercuote sulle infrastrutture del reticolo viario e sulla sicurezza degli utenti. In molti centri metropolitani, onde evitare la paralisi della circolazione è stato necessario adottare soluzioni più drastiche; si è così giunti al blocco della circolazione nei centri storici, alle corsie protette per i mezzi pubblici, alle isole pedonali interdette al traffico, fino all'obbligo della circolazione a targhe alterne (pari o dispari) ogni volta che vengono superate le soglie di rischio per l'inquinamento da gas di scarico; meno diffuse sono le barriere antirumore contro l'inquinamento acustico. Non esiste ancora, però, una normativa unificata sia a livello C.E.E., sia nei singoli Paesi, anche se in alcune città, soprattutto in Francia e in Germania, sono stati applicati sistemi di circolazione integrata. Questi sono basati sull'impiego di mezzi pubblici di superficie, sotterranei e sopraelevati e su severe limitazioni al traffico interno e in entrata nelle città, con lo scopo di coordinare la circolazione dei veicoli e ridurre in modo drastico l'inquinamento da traffico. Oltre alle già citate soluzioni di canalizzazione della circolazione urbana e periferica si punta sull'uso massiccio del mezzo pubblico già a partire dall'hinterland metropolitano, e sull'impiego di veicoli meno inquinanti ma in grado di effettuare lo spostamento di ingenti masse di utenti, anche in maniera decentrata. Tra i mezzi di superficie la preferenza è per le metropolitane leggere, per i tram e i filobus a grande capacità, integrati da minibus a trazione elettrica per i brevi percorsi decentrati; tra i mezzi sopraelevati si sono diffusi i sistemi a monorotaia e le metropolitane leggere su viadotto; per la circolazione in sotterranea, oltre alle collaudate metropolitane pesanti, sono state realizzate gallerie sotterranee urbane per il traffico su lunghe tratte. Poli d'interscambio con i sistemi di trasporto regionali e interurbani, parcheggi sotterranei e di superficie posti in aree strategiche, isole pedonali periferiche e barriere antirumore completano il quadro di prospettiva per rendere la circolazione stradale a dimensione d'uomo.

Trasporti: interventi nella circolazione extraurbana

Gran parte dei trasporti ormai, soprattutto in Italia, si effettua su strada, il che rende la circolazione difficoltosa non solo su tutte le strade carrozzabili ma anche sulle autostrade, con un logorio del manto stradale e delle infrastrutture in crescente aumento; questo ha richiesto e richiede un impiego di grandi risorse economiche sia per le opere di manutenzione, sia per il rifacimento, l'ampliamento, la ristrutturazione di intere strade e delle opere accessorie (ponti, viadotti, gallerie, ecc.). La circolazione di grandi autoarticolati (TIR), la presenza di cantieri stradali, gli ingorghi e i rallentamenti aggravano anche il problema dell'inquinamento lungo i percorsi più congestionati, con danni dai costi rilevanti, non solo nel caso sempre più frequente di incidenti, ma anche per quelli recati all'ambiente circostante causati dalla diffusione dei gas di scarico e delle sostanze tossiche da questi prodotti. Tutto ciò ha portato a conflitti politico-commerciali fra Paesi confinanti con relative limitazioni alla circolazione dei veicoli da trasporto e con l'imposizione di tasse aggiuntive per la circolazione dei veicoli stranieri; anche all'interno dei singoli Paesi si è posta l'esigenza del blocco totale della circolazione dei mezzi pesanti in determinati periodi o giorni, onde limitare i disagi e i pericoli per la circolazione dei veicoli privati. L'aumento della circolazione sulle strade extraurbane, soprattutto durante i fine settimana, è diventata fra l'altro causa di un elevato aumento degli incidenti, spesso mortali, ai quali si è cercato di porre rimedio con un'ulteriore riduzione dei limiti di velocità (peraltro variabili da Paese a Paese) accompagnata da sistemi di controllo elettronico delle infrazioni e con il miglioramento dell'illuminazione in prossimità di incroci, nelle gallerie, ai caselli autostradali, vicino alle stazioni di servizio. Si è inoltre cercato di adottare una più efficiente segnaletica verticale e orizzontale, in fase di unificazione a livello europeo, utilizzando anche avvisi specifici per i conducenti (per esempio, pannelli luminosi con indicazione in tempo reale di eventuali incidenti, delle condizioni del traffico, della presenza di nebbia, ecc.). Per evitare la circolazione dei mezzi pesanti sulle lunghe percorrenze si tende ormai all'uso di treni-navetta sui quali trasportare i veicoli; questo trova, però, seri ostacoli a causa della limitata se non scarsa efficienza (soprattutto in Italia) del trasporto su ferro, e per la topografia del territorio: per esempio, la presenza di rilievi, come le Alpi, i Pirenei, gli Appennini, provoca delle “strozzature” rappresentate dalle gallerie non agibili per treni che trasportino veicoli voluminosi.