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Cenni storici

(Sacer Ordo Cistercensis; sigla S. O. Cist.). Ordine monastico fondato nel 1098 a Cîteaux da una ventina di benedettini che con l'abate Roberto avevano lasciato l'abbazia di Molesmes in Francia per attuare in altro luogo più rigidamente l'osservanza della Regola di San Benedetto. Dopo un inizio alquanto difficile, ricevettero la nuova regola dal terzo abate Stefano Harding (m. 1134), che la informò allo spirito di San Bernardo. Come i certosini, i cistercensi furono i protagonisti nei sec. XII e XIII di una meravigliosa rifioritura della vita monastica e diedero un profondo e ineliminabile contributo alla civiltà medievale in tutti i suoi aspetti: dallo spirituale all'economico, dall'artistico al sociale. Essi conducono una vita di preghiera e di penitenza; si contraddistinguono inoltre per l'austerità e per il richiamo (tutto benedettino) al dovere del lavoro manuale. Grande e illustre diffusore dell'ordine fu San Bernardo. Da Clairvaux scaturirono, già prima della scomparsa del santo, ben 68 nuove fondazioni, che in breve salirono a ca. 300. Dopo quasi tre secoli di eccezionale espansione, l'ordine entrò in crisi; di qui il sorgere di più riforme. Nota è quella attuata dall'abate de Rancé nel 1664 nell'abbazia della “Trappa” in Normandia. L'Annuario Pontificio (1991) enumera undici Congregazioni di cistercensi alle quali si è aggiunta quella della Corona di Aragona ricostituita nel 1987. L'ordine conta complessivamente ca. 1300 membri.

Arte

L'anelito a una semplicità e coerenza di vita si rispecchia anche nelle forme dell'architettura cistercense che, in netto contrasto con quella cluniacense e su indicazioni dello stesso San Bernardo (che nell'Apologia ad Willelmum Abbatem Sancti Theodorici condanna nettamente tutti gli sfarzi e i lussi delle chiese contemporanee), si ispira a un'estrema sobrietà di linguaggio, abolendo la presenza della decorazione pittorica e di quella plastica. L'ordine crebbe rapidamente; dopo l'erezione, nel triennio 1113-15, delle abbazie di La Ferté, Pontigny, Morimond, che divennero case madri, i centri si diffusero in tutta l'Europa, a tal punto che alla fine del sec. XIII si contavano ca. 700 abbazie. Tipologicamente le abbazie cistercensi si differenziavano poco dagli altri monasteri coevi per ciò che concerne l'articolazione degli ambienti, mentre caratteri propri svilupparono nelle chiese, legate in origine all'architettura romanica della Borgogna, con coro rettilineo, cappelle sui bracci del transetto, copertura a botte. L'aula di culto divenne poi più complessa in concomitanza dell'ampliarsi dell'ordine e dei nuovi apporti stilistici, assimilando le esperienze del gotico elaborato nell'Île de France e diffondendolo nei vari Paesi d'Europa. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 4 pp 227-238" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 4 pp 227-238"