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cistite

sf. [sec. XIX; da cist(o)-+-ite]. Processo infiammatorio acuto o cronico della vescica. La cistite è in genere dovuta: a infezioni batteriche che si propagano per via discendente, ossia dal rene, o per via ascendente, ossia dalla vescica (cateterismo settico, introduzione di corpi estranei, blenorragia ascendente); oppure a stenosi o restringimenti uretrali, a presenza di corpi estranei o patologici della vescica (calcoli o tumori), allo stato di gravidanza o puerperio. Gli agenti più comuni della cistite sono i batteri, soprattutto Escherichia coli ma anche Proteus, Klebsiella, Enterobacter, i quali hanno assunto progressivamente una sempre maggiore importanza in relazione a manipolazioni urologiche (cateterismi, ecc.) e alle infezioni nosocomiali. Altre cistiti sono dovute allo stafilococco, oppure a clamidie, gonococchi e herpes, casi questi ultimi imputabili a uretriti trasmesse attraverso i rapporti sessuali. Infine, una cistite può essere dovuta a funghi, come la Candida. I fattori patogenetici (stenosi, calcoli, ecc.) non fanno altro, nella maggior parte dei casi, che provocare la virulentazione dei batteri che costituiscono la normale flora saprofitica delle vie urinarie. Nella genesi delle cistiti da Funghi ha un ruolo rilevante l'immunodepressione causata da malattie generali (diabete, tumori, ecc.). I principali sintomi di una cistite acuta sono la minzione frequente (pollachiuria) e dolorosa (disuria), il dolore sovrapubico ed eventualmente la febbre. Le urine sono torbide per la cospicua presenza di leucociti e sono ricche di batteri, la cui quantità può essere dosata in laboratorio ed è in rapporto alla gravità dell'infezione. La cistite può essere un evento morboso isolato oppure, spesso, recidivare, soprattutto se persistono le cause favorenti. Le donne sono colpite più spesso rispetto all'uomo per motivi anatomici. Il trattamento della cistite consiste innanzitutto nell'eliminazione di tutte le situazioni che ne favoriscono l'insorgenza e nella cura di ogni singolo episodio attraverso la somministrazione di antibiotici, inizialmente a largo spettro per domare gli intensi sintomi, e successivamente mirata sulla base dell'antibiogramma.