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civétta, lista

denominazione, in Italia, di liste elettorali, grazie alle quali un candidato evita di far scattare lo scorporo a vantaggio della sua coalizione e a danno dei partiti che concorrono da soli. Lo scorporo è un meccanismo introdotto per la prima volta dalla legge elettorale in vigore dal 1993 che ha previsto il criterio maggioritario uninominale per l'attribuzione del 75% dei seggi e uno sbarramento del 4% per la restante quota del 25% dei seggi attribuiti con il proporzionale. L'intento dello scorporo è di attenuare il carattere maggioritario del sistema elettorale e contestualmente aumentare il peso della parte proporzionale. Il meccanismo si applica in maniera leggermente diversa alla Camera e al Senato, ma il principio su cui si basa è lo stesso: chi vince seggi nei collegi viene privato di una parte dei voti ricevuti nella quota proporzionale. Al Senato, infatti, dove lo scorporo è totale, vengono sottratti tutti i voti ricevuti dai vincitori. Alla Camera, dove lo scorporo è parziale, ai partiti vincenti nei collegi vengono tolti (“scorporati”) tanti voti nella quota proporzionale quanti sono quelli ricevuti dai candidati avversari arrivati al secondo posto più uno. In pratica alle liste del proporzionale sono sottratti i voti che sono serviti per eleggere i candidati nei collegi uninominali. Ad esempio: nel collegio uninominale 1 della Camera ha vinto il candidato collegato alla lista A, che ha ottenuto 40.000 dei 100.000 voti validi espressi nel collegio. Il candidato secondo classificato, collegato alla lista B, ha riportato 29.999 voti. Lo scorporo sarà uguale a 29.999 + 1 (cioè sarà pari a 30.000). Nell'intera circoscrizione la lista A ha ottenuto 300.000 voti (con la scheda relativa al riparto proporzionale) ed ha riportato, come detto, una vittoria in un collegio uninominale con un candidato ad essa collegato. Per le operazioni di calcolo dei seggi proporzionali andranno perciò sottratti, ai 300.000 voti della lista A, 30.000 voti corrispondenti allo scorporo del collegio 1. Per evitare di pagare questa sorta di “costo” sul proporzionale, almeno alla Camera (al Senato non è possibile, giacché per l'assegnazione dei seggi della quota proporzionale si recuperano i migliori non eletti del maggioritario), si è appunto escogitato il sistema della presentazione delle liste civetta: il candidato al maggioritario, anziché collegarsi al proprio partito, si collega ad un'altra lista che, con grande probabilità, non supererà il quorum del 4% e quindi non concorrerà alla ripartizione dei seggi nella quota proporzionale. In questo modo, al momento della distribuzione dei seggi proporzionali, il suo partito potrà contare su tutti i voti ottenuti e non solo su quelli che residuano successivamente all'operazione di scorporo