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civétta

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Lessico

sf. [sec. XIV; forse dal francese chouette con cambio di suffisso, dal gallico cavannus, civetta].

1) Uccello strigiforme (Athene noctua) della famiglia degli Strigidi. Attributo e simbolo di Atena nella religione greca, è tuttora un uccello “sacro”: nelle credenze folcloristiche il suo verso notturno è considerato un cattivo presagio e tuttavia, per l'ambivalenza del sacro, talvolta (per esempio, in Calabria) si considera fortunata la casa su cui si posa una civetta. Nella caccia è usata come richiamo delle allodole, appollaiata su una lunga pertica e posta a tiro del cacciatore appostato in capanno.

2) Con riferimento alla caratteristica propria dell'animale di attirare con gridi e strane movenze altri uccelli: A) fig., donna vanitosa che vuole attrarre l'attenzione degli uomini comportandosi in modo appariscente, frivolo e poco naturale: fa la civetta con tutti. B) Posposto ad altri sostantivi (come agg. inv.): auto civetta, autovettura di polizia (o della Guardia di Finanza, ecc.) che pattuglia le strade priva di segni di riconoscimento; nave civetta, nave militare camuffata da mercantile, usata per combattere sommergibili soprattutto durante la I guerra mondiale.C) Piccolo manifesto che viene esposto nelle edicole, recante i titoli degli articoli più interessanti dei giornali in vendita. D) Indicazione degli argomenti, pubblicata in prima pagina e incorniciata con evidenza tipografica entro un riquadro o sottolineata da fregi o filetti, per attirare l'attenzione del lettore su articoli di particolare interesse o risonanza posti nelle pagine interne del giornale.

3) Nome popolare dato alle monete d'argento dell'antica Atene per la civetta (il simbolo della città), raffigurata costantemente sul verso.

4) Nome con cui si designano alcune specie di Carnivori della famiglia dei Viverridi: civetta acquatica del Congo (Osbornictis), civette asiatiche propriamente dette (Viverra), civetta zibetto (Civettictis), civetta delle palme (Paradoxurus), civetta delle palme fasciata (Hemigalus), civetta mascherata (Paguma larvata), civetta del Madagascar (Fossa), civetta lontra (Cynogale).

Zoologia

La civetta, lunga ca. 20 cm, si riconosce per il corpo tondeggiante, la testa di notevoli dimensioni, appiattita, con grandi occhi gialli, becco corto e curvo; le ali sono brevi e arrotondate, le dita munite di robuste unghie adunche. Il piumaggio, morbido e abbondante, è bruno scuro nelle parti superiori del corpo, con barre e macchie chiare; inferiormente tende al bianco, con strisce brune. Essenzialmente notturna, ma spesso attiva al crepuscolo o anche durante il giorno, si ciba di piccoli Mammiferi, Uccelli, Rettili, Insetti; nidifica nel cavo degli alberi e sovente si rifugia nelle costruzioni in rovina, nelle soffitte, nei pertugi di ogni tipo. La voce inconfondibile della civetta, ora simile a un lamento, ora a un abbaiare sonoro, si ode con particolare frequenza, durante la notte, nella stagione degli amori. Vive in Europa e parte dell'Asia. In Italia è comunissima, tanto nelle campagne quanto in città. Di minori dimensioni è la civetta nana (Glaucidium passerinum), lunga ca. 15 cm, dalla testa relativamente più piccola, con occhi anch'essi piccoli e coda spesso tenuta caratteristicamente rivolta verso l'alto. Caccia gli uccelli più frequentemente che non la civetta comune; frequenta soprattutto le foreste di conifere, sui rilievi, ed è presente in Europa e in Asia. Più grande di quella comune è invece la civetta capogrosso (Aegolius funereus), lunga ca. 25 cm, così chiamata per le maggiori dimensioni della testa, arrotondata e con ampi dischi facciali. Frequenta le foreste, specialmente nelle regioni montuose, della parte settentrionale dell'emisfero boreale. La grande civetta delle nevi (Nyctea scandiaca) misura oltre mezzo metro, ha piumaggio bianco, morbidissimo, e vive nelle tundre artiche. La civetta delle tane (Speotyto cunicularia), dell'America centrale e settentrionale, sceglie come nido tane e gallerie scavate nel terreno da altri animali, in particolare da roditori. Con il nome di civetta sparviero viene comunemente designata l'ulula (Surnia ulula).