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Lessico

sf. [sec. XIX; da classificare].

1) Ogni ordinamento completo di oggetti che li divida in categorie o classi, in base alle proprietà possedute. La classificazione si configura come un processo, che va dalla determinazione dei termini individuali al loro raggruppamento in classi sempre più ampie, fino alla classe di cui tutti gli individui sono membri (genere sommo). Per essere corretta, la classificazione deve utilizzare, in ogni suo passaggio, una sola proprietà distintiva, senza omettere alcun passaggio intermedio, né alcuno dei gruppi precedentemente classificati. In particolare: classificazione biologica, classificazione bibliografica; classificazione catastale, procedimento con cui nella formazione del catasto si stabiliscono le classi; classificazione statistica (o spoglio), raggruppamento dei casi statistici in classi secondo le modalità quantitative o qualitative che presentano; classificazione spettrale, raggruppamento delle stelle secondo il relativo tipo o classe spettrale.

2) Voto esprimente il giudizio sulle capacità di un candidato.

Biblioteconomia

La classificazione è un sistema di ordinamento dei libri fondato su una suddivisione dello scibile in classi. La prima classificazione fu quella di Ch. Brunet, in cui lo scibile è diviso in cinque classi: Teologia, Diritto, Scienze e Arti, Belle Lettere, Storia; ogni classe è poi ulteriormente suddivisa in sottoclassi. Larghissima diffusione ha avuto la classificazione decimale (comunemente indicata con la sigla C.D.) ideata da M. Dewey nel 1876, che prevede dieci classi (contraddistinte dai numeri da 0 a 9): Opere generali, Filosofia, Religione, Scienze sociali, Filologia, Scienze pure, Scienze applicate, Arte, Letteratura, Storia e Geografia. Ogni classe ha dieci sezioni numerate per decine dal 10 al 90, e ogni sezione si divide a sua volta in dieci sottosezioni numerate per unità dallo 0 al 9. Il sistema permette ulteriori suddivisioni: ogni opera può essere contraddistinta in base al suo argomento da un numero formato, nell'ordine, dal numero della classe, da quello della sezione, da quello della sottosezione. Un perfezionamento della C.D. ormai d'uso corrente in Europa (sia pure con modifiche particolari variabili da biblioteca a biblioteca) è il sistema della classificazione decimale universale (C.D.U.), realizzato dall'Institut International de Bibliographie di Bruxelles. Assai più complesso dei precedenti e usato quasi soltanto in America è il sistema di classificazione della Library of Congress di Washington; d'uso ancor più limitato sono inoltre numerosissimi altri sistemi di classificazione, alcuni dei quali elaborati da singoli istituti di ricerca per le loro specifiche necessità bibliografiche.

Linguistica

Può essere fatta in base a diversi criteri. In mancanza di altri elementi si ricorre di solito al criterio geografico secondo il quale certe lingue, poco note o non ancora sufficientemente studiate, vengono classificate in base alla loro diversa collocazione spaziale (è questo, per esempio, il criterio per lo più seguito nella classificazione delle lingue australiane o di parecchie lingue amerinde). Un altro criterio di classificazione è quello tipologico secondo il quale le lingue vengono raggruppate in base ai loro caratteri strutturali comuni. Si hanno così lingue isolanti o monosillabiche, come il cinese classico, in cui ogni parola ha sempre la stessa forma e non può essere modificata da desinenze o suffissi, essendo le relazioni grammaticali per lo più indicate dalla diversa collocazione della parola nella frase (per esempio il rapporto di possesso è semplicemente espresso premettendo il nome del possessore a quello dell'oggetto posseduto: quindi “scolaro libro” = “libro dello scolaro”); lingue agglutinanti, come le lingue ugro-finniche e uralo-altaiche, in cui ogni rapporto grammaticale è espresso da un suffisso particolare (quindi per esprimere un ablativo plurale non si ha un solo suffisso, ma due, uno per il plurale e uno per l'ablativo); lingue flessive, come quelle indeuropee, con desinenze sintetiche, in grado cioè di esprimere anche diverse relazioni grammaticali (nella parola latina hominum, -um esprime contemporaneamente la nozione del plurale e del genitivo); lingue incorporanti o polisintetiche, come il groenlandese, che incorporano i vari elementi linguistici in un'unica frase, annullando l'autonomia delle singole parole. C'è infine il criterio di classificazione genealogico secondo il quale vengono formati gruppi, o “famiglie”, di lingue che per i loro caratteri strutturali suppongono un'origine comune. In base a questo criterio diciamo che l'italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese, il romeno, ecc. formano la famiglia delle lingue romanze o neolatine in quanto tutte queste lingue sono la continuazione del latino. Le lingue romanze a loro volta appartengono alla più vasta famiglia indeuropea che comprende, oltre al latino e al greco, le lingue celtiche, germaniche, baltiche, slave, iraniche, indo-arie, il tocarico, l'ittita, l'armeno e l'albanese.

Scienze naturali

La riunione dei vari organismi viventi in raggruppamenti e categorie, via via più comprensivi, dapprima fu “artificiale”, basata cioè su caratteristiche di somiglianza formale scelte arbitrariamente (per esempio la divisione operata da Linneo sui vegetali). Successivamente si è cercato di fare delle classificazioni il più possibile “naturali”, che seguano cioè un criterio filogenetico: tanto più stretta è la parentela, tanto più piccola sarà la categoria sistematica cui due forme appartengono. Per poter effettuare la classificazione in tal senso è indispensabile la conoscenza delle varie discipline biologiche, in particolare genetica, fisiologia, paleontologia, embriologia; quando manchino conoscenze sulle forme ancestrali fossili, ci si può basare sullo studio dei vari stadi di sviluppo embrionale. La categoria più vasta nella classificazione è il regno: si parla infatti di regni animale, vegetale, minerale. Nella classificazione zoologica i raggruppamenti, in ordine discendente, sono i seguenti: tipo (phylum), classe, ordine, famiglia, genere, specie, ciascuno comprensivo di uno o più raggruppamenti di grado inferiore. Per sottolineare particolari affinità fra organismi dello stesso raggruppamento, a volte si introducono categorie intermedie, quali il sottotipo e la sottoclasse. La base della classificazione è la specie, che comprende organismi che sono in grado di accoppiarsi tra loro dando figli a loro volta fecondi. Più specie sono raccolte in un genere. Ogni animale e ogni pianta viene così indicato da due nomi latini (secondo la "nomenclatura binomia" introdotta da Linneo): il primo, maiuscolo, indica il genere, il secondo, minuscolo, la specie. Per esempio, nel genere Felis sono incluse diverse specie, differenziate come Felis silvestris (gatto selvatico), Felis concolor (puma), Felis pardalis (ocelot) ecc. . In paleontologia, la maggior parte delle caratteristiche che vengono utilizzate per la classificazione filogenetica degli esseri viventi, non sono rilevabili, poiché è molto raro che fossilizzino le parti molli dell'organismo e le parti dure non sempre hanno rapporti stretti con esse (per esempio la conchiglia dei molluschi non ha alcun rapporto con il loro corpo molle). Nonostante l'attento studio e la meticolosa rilevazione e interpretazione dei caratteri osservabili sui fossili, concettualmente la classificazione dei fossili risulta essere sempre artificiale (paratassonomia), poiché tale classificazione parte, necessariamente, da un concetto di specie che non è quello biologico: la morfospecie. In alcuni casi, poi, questo carattere artificiale è reso particolarmente evidente dal fatto che in paleontologia vengono classificate con la nomenclatura binomia, tipica degli organismi viventi, anche le tracce di vita degli organismi fossili (paleoicnologia). In mineralogia è comunemente adottata la classificazione su base chimica o su base cristallochimica; questa è preferibile poiché considera sia la composizione chimica dei minerali sia il loro abito cristallino. Anche nella classificazione mineralogica si segue il criterio di ordinare gli oggetti partendo dalle entità più semplici fino alle più complesse; i minerali sono così suddivisi in classi di complessità crescente e all'interno di ogni classe vi è un'ulteriore distribuzione sempre in base alla complessità del minerale. In cristallografia, la classificazione viene fatta considerando la struttura cristallina: i minerali sono suddivisi in classi cristallografiche, raggruppate a loro volta in sistemi. In petrografia, le rocce sono classificate considerando contemporaneamente diversi criteri: genetici, geochimici, mineralogici.

Bibliografia (per la linguistica)

L. Adam, Les classifications, l'objet, la méthode, les conclusions de la linguistique, Parigi, 1882; A. Trombetti, Sullo stato presente della linguistica genealogica, Bologna, 1914; A. Meillet, Linguistique historique et linguistique générale, Parigi, 1948; P. Ramat, La tipologia linguistica, Bologna, 1976; E. Coseriu, Sincronia, diacronia e storia, Torino, 1981.