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colòstro

sm. [sec. XIV; latino colostrum]. Prodotto di secrezione della ghiandola mammaria che si forma a partire dall'ultimo periodo della gravidanza e che precede la secrezione lattea vera e propria. È un liquido denso, giallastro, con reazione debolmente alcalina; rispetto al latte è più ricco di albumine, di enzimi e di sali minerali, mentre è quasi privo di caseina e di grassi. A differenza del latte, coagula in seguito a riscaldamento. Ha una debole azione lassativa, per cui si ritiene che favorisca nel neonato l'eliminazione del meconio accumulatosi nell'intestino nel corso della vita fetale. Attraverso il colostro vengono pure escrete alcune proteine anticorpali (antitossine difterica, tetanica, stafilococcica), il che permette un'immunizzazione attiva antinfettiva del neonato: tale fenomeno è importante soprattutto in campo zootecnico, essendo dimostrato che i vitelli non nutriti inizialmente con il colostro contraggono con particolare facilità malattie infettive nei primi mesi di vita. Il colostro vaccino è inadatto, tuttavia, per l'alimentazione umana, per cui ne è proibita la vendita come pure il mescolamento con il latte.

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