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colonialista

agg. e sm. e f. (pl. m. -i) [sec. XX; da coloniale].

1) Fautore della politica di espansione coloniale.

2) Studioso, esperto di problemi coloniali; anche scrittore che si riallaccia tematicamente al periodo coloniale. § Sono raggruppati sotto il nome di scrittori colonialisti alcuni narratori messicani, operanti soprattutto nel secondo e terzo decennio del sec. XX, che, per reagire al realismo a volte crudo e all'impegno ideologico dei narratori della rivoluzione e degli “indigenisti”, si compiacquero di riprendere vicende e personaggi dell'ormai remota epoca coloniale, stilizzandola in stampe colorite e talora lirico-baroccheggianti. Figurano fra essi Jorge de Godoy (El libro de las rosas virreinales), Francisco Monterde (El Madrigal de Cetina, El secreto de la Escala), Julio Jiménez Rueda (Sor Adoración del Divino Verbo), Ermilo Abreu Gómez (El corcovado), Jenaro Estrada (Pero Galín) e Artemio de Valle-Arizpe (Ejemplo e numerose altre opere), in cui la tendenza colonialista culmina, e in certo modo si esaurisce, arrivando fino agli anni Quaranta.

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