colonnato (sostantivo)

sm. [sec. XVI; dal latino tardo columnātum]. Successione di colonne poste all'esterno (a formare portico, peribolo, loggia, ecc.) o all'interno (a formare navate, sale ipostile, ecc.) di un edificio. Sotto forma di peribolo, il colonnato caratterizza il tempio greco e poi quelli ellenistico, etrusco-italico e romano, dando luogo a una sua differenziazione tipologica (in antis, prostilo, ecc.). Sotto forma di portico architravato caratterizza numerosi tipi di edifici e spazi urbani greci ed ellenistici (abitazioni, vie, agorà). I colonnati di templi, atri, edifici, ecc. dell'architettura romana trovano successivo sviluppo e applicazione nei porticati e nelle navate di chiese paleocristiane (S. Sabina), bizantine e medievali (SS. Apostoli a Firenze, duomo di Monreale). Nel sec. XV il colonnato è usato anche per portici di edifici religiosi e nobiliari, per chiostri e loggiati. Uno dei colonnati più celebri è quello realizzato in piazza San Pietro da Gian Lorenzo Bernini a simboleggiare l'abbraccio che la chiesa rivolge ai suoi fedeli: il colonnato a quattro file di colonne, realizzato per Alessandro VII nel 1656-67, è concepito in modo che, visto dai fuochi dell'ellisse (indicati, sul selciato, da una pietra circolare circondata da un anello di marmo) appaia composto da una sola fila di colonne.

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