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comando

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Lessico

sm. [sec. XII; da comandare].

1) L'azione del comandare; ordine, imposizione; la cosa comandata: dare un comando; essere ai comandi di qualcuno, dipendere da lui o esser pronto a ubbidirgli; un comando ingiusto. Per estensione, nella loc. ai suoi comandi, ai suoi ordini, formula di cortesia, talora scherz., per mettersi a disposizione di qualcuno.

2) Facoltà, funzione del comandare: avere il comando di un esercito; prendere il comando con la violenza; “Abituato all'azione libera e al comando” (Soffici).

3) Nel linguaggio militare, l'insieme del comandante e dei suoi collaboratori; l'edificio dove essi risiedono: attendere le disposizioni del comando; il comando fu danneggiato dalle bombe. In marina, ponte di comando, ponte sul quale sono sistemate le apparecchiature e le attrezzature per la condotta della nave e dal quale vengono dirette le manovre e la navigazione. È generalmente situato nella parte alta delle sovrastrutture, in posizione prodiera (navi traghetto e navi militari), centrale (navi militari e passeggeri), poppiera (navi cisterna). Sulle navi della Marina militare italiana prende il nome di plancia.

4) Provvedimento per cui un funzionario è temporaneamente destinato a un ufficio diverso dal suo solito.

5) Congegno che serve a governare una macchina, un veicolo, un dispositivo meccanico: si mise ai comandi; sala dei comandi; fig.: prendere i comandi, assumere la direzione di qualche cosa In informatica, impulso o gruppo d'impulsi per avviare, arrestare o continuare un'operazione di un elaboratore. § L'uso di comando nel significato di istruzione è improprio.

Diritto

Il comando militare è potere affidato al capo dello Stato. Si controverte, peraltro, su chi debba materialmente esercitare in uno Stato il potere militare. In regime democratico è orientamento comune che il potere politico debba prevalere su quello militare, in tempo sia di pace sia di guerra. In Italia, fermo restando che spetta al presidente della Repubblica, ai sensi dell'art. 87 della Costituzione, il comando supremo delle forze armate, si ritiene che, in tempo di guerra, l'indirizzo generale della politica militare spetti al presidente del Consiglio, quale responsabile della direzione politica del governo. Usurpazione di comando, reato commesso da chiunque assuma indebitamente un alto comando militare.

Tecnica

Insieme degli organi con i quali viene azionato, in modo manuale o automatico, un dispositivo o un impianto. Se l'azionamento degli organi di comando richiede sforzi notevoli, può venire effettuato per mezzo di un motore ausiliario (servomotore); in tal caso il comando è detto più propriamente servocomando. In relazione ai mezzi con i quali si trasmette l'azione di comando, i comandi possono essere meccanici, elettrici, oleodinamici, ecc. Un esempio di comando elettromeccanico di tipo automatico è quello usato nei locomotori elettrici, atto a provocare automaticamente la manovra di avviamento, il rallentamento o la fermata del treno, indipendentemente dalla volontà del macchinista, qualora lo stesso non abbia rispettato l'indicazione di un segnale. Se gli organi di comando vengono azionati in modo automatico da un apparecchio regolatore, in base ai valori assunti da certi parametri caratteristici del funzionamento di un impianto, si parla comunemente di controllo automatico.

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