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compact disc

loc. inglese (disco compatto), comunemente usata nella forma abbreviata CD. Supporto fisico di registrazione e di riproduzione della musica che ha rivoluzionato l'alta fedeltà negli anni Ottanta del sec. XX . È infatti con il lettore per compact disc (compact disc player), uscito per la prima volta dai laboratori Philips nel 1980, che questo supporto ha spiazzato il microsolco a 33 giri (Long playing o LP). Il compact disc per riproduzione musicale ha un diametro di 120 mm, uno spessore di 1,2 mm e una durata massima di 75 minuti di ascolto. Le informazioni musicali, digitalizzate tramite un sistema analogico/digitale che campiona il segnale elettronico istantaneo “del suono” (a una frequenza doppia, quadrupla e anche ottupla della massima frequenza sonora) e lo trasforma in sequenze di bit, ossia serie di “uno” e “zero”, sono contenute in microscopiche buche (pits), la cui presenza (o assenza) determina il modo con cui la luce laser viene riflessa. Dato che il fascio laser ha una lunghezza d'onda di 0,5 micron e un diametro di 1,2 micron, la buca standard (0,5×0,9 micron e profondità di un quarto di lunghezza d'onda) fornisce la risoluzione necessaria. Partendo da queste dimensioni di base, la traccia elicoidale, simile a quella degli LP, può essere estremamente fitta dato che il suo spessore è attorno agli 1,6 micron (rispetto ai 100 circa di un LP). La capacità di accumulo di un compact disc è quindi nell'ordine di 500 milioni di byte (4 miliardi di bit). La sua realizzazione è un processo tecnologico piuttosto complesso e di alta precisione: un disco di vetro (glass master) viene ricoperto con una speciale vernice (photoresistor) e viene successivamente inciso con un laser (della potenza di 20 mW) comandato dalle sequenze di zero e di uno. L'incisione viene resa permanente con un processo di sviluppo e argentatura. Dal master vengono poi derivati gli stampi secondo una procedura di filiazione simile a quella degli LP. Si passa infine alla fabbricazione di massa dei compact disc, che vengono stampati, ricoperti con una superficie riflettente, dotati di uno strato protettivo, forati, etichettati e confezionati. In fase di riproduzione un altro laser di potenza assai inferiore (circa 2 mW) legge i segnali incisi dal primo, ovvero le sequenze di zero e uno, e un convertitore digitale-analogico ricostruisce fedelmente il segnale analogico che ricalca la musica. È questo segnale che entra nell'amplificatore tradizionale dell'hi-fi. Il vantaggio principale dei compact disc è la notevole diminuzione del rumore di fondo causato dalla puntina sul disco, dai graffi e dalla polvere. L'assenza di contatto meccanico fra il lettore e il compact disc garantisce inoltre l'eliminazione dell'usura e la conservazione dell'informazione per lunghi periodi. Le prestazioni potenzialmente superiori di questo supporto derivano anche da altri fattori e principalmente dai progressi della microelettronica: per esempio, un microprocessore consente di focalizzare esattamente il raggio laser sulle tracce e sulle microscopiche buche, tecniche specifiche eliminano gli errori di lettura, le ondulazioni e le eccentricità che si ripresentano a ogni giro vengono compensate con servosistemi elaborati. Viene consentita, senza pericolo di danneggiamenti, l'operazione di passare da un brano all'altro della registrazione, nonché la ricerca rapida del frammento di registrazione che si intende ascoltare, grazie alla presenza di una serie di dati informativi premessi, all'atto della registrazione, a ogni brano, e ad appositi comandi di cui è dotato il lettore di compact disc. Alcune case di produzione musicale hanno modificato il formato del CD per inserire un sistema di protezione anti-copia rendendone a volte problematica la riproduzione sui lettori meno evoluti. Il compact disc, sviluppato essenzialmente per l'hi-fi, ha diverse altre applicazioni dati i vantaggi del sistema ottico/digitale come metodo di registrazione di grandi quantità di dati (economie nella programmazione di software e nella meccanica della lettura, tempi di accesso brevissimi, durata e sicurezza del supporto), come il compact disc per riproduzione video (CDV, Compact Disc Video, video-disco compatto) che, disponibile in diversi formati da 12, 20 e 30 cm, ha trovato poca diffusione per la limitata disponibilità di titoli, nonostante l'ottima qualità video e l'assenza di usura, quello con memoria a sola lettura (CD-ROM) utilizzato largamente nell'informatica e nel mondo delle consolle di videogiochi come supporto di programmi, e quello interattivo (CD-I, Compact Disc-Interactive, disco compatto interattivo), che offre la possibilità di utilizzare software interattivo, grazie al quale lo spettatore non è più solo un soggetto passivo, ma può essere parte attiva nello svolgimento del programma per l'esistenza di un duplice canale di comunicazione: dal mezzo all'utilizzatore e dall'utilizzatore al mezzo; come interfacce possono essere utilizzate la tastiera, lo schermo sensibile al tatto (touch sensitive screen o, semplicemente, touch screen), il mouse, la penna luminosa (light pen) e il joystick. Alla diffusione dei CD-ROM ha contribuito il fatto che, dal 1998, tutti i personal computer venduti posseggono un lettore CD-ROM incorporato e l'espansione dei masterizzatori che permettono di realizzare CD-ROM a bassissimo costo. Dal 2000 sono aumentati i personal computer dotati di lettore DVD compatibile con i CD-ROM. Questo ha comportato la scomparsa della distinzione fra CD musicale e CD-ROM, in quanto quest'ultimo può contenere dati di diverso tipo, e quindi presentare su uno stesso supporto brani musicali, video, immagini, testi e software, ed essere esplorato con un personal computer. Il tipo dei dati è identificato da opportuni descrittori. Le tracce audio presenti in esso possono essere riprodotte da qualsiasi lettore di compact disc, mentre un personal computer è in grado di duplicare le tracce di un CD musicale. Sui CD-ROM sono state digitalizzate grandi opere come enciclopedie e testi giuridici. Il suo successo ha avuto come naturale seguito l'introduzione del CD-R (CD-ROM Recordable), registrabile senza le costose attrezzature richieste da un compact disc tradizionale, e del CD-WR (CD-ROM Rewritable), registrabile più volte.Tuttavia, pur essendo stato lanciato agli inizi degli anni Ottanta, il CD-ROM è considerato un prodotto superato, destinato a essere soppiantato da un nuovo supporto di grande versatilità, capace di contenere un maggior numero di informazioni e, riscrivibile: il DVD (Digital Versatile Disc, disco digitale versatile). Questo supporto multimediale sta già sostituendo le videocassette e i CD-ROM per via della sua grande capacità (da 4,7 a 17 GB) e per la possibilità di essere protetto da copiatura illegale (copyright). Il compact disc tradizionale, comunque, potrà continuare a essere utilizzato perché i nuovi lettori digitali sono progettati in modo da mantenere la capacità di leggerlo.

Bibliografia

G. A. Lodovici, Guida “Oscar” al compact disc, Milano, 1987; S. Lambert, J. Sallis, Videodisco interattivo ed i CD, Milano, 1988; M. G. Losano, Scritto con la luce, Milano, 1988.