comparativismo

sm. [sec. XX; da comparativo]. Metodo storiografico fondato sulla comparazione di fatti analoghi rinvenibili in culture diverse (anche distanti tra loro nel tempo e nello spazio). Risale al positivismo evoluzionista del sec. XIX e, più che modificare la storiografia filologica tradizionale, portò alla costituzione di nuove discipline, quali la sociologia (A. Comte), l'etnologia e la storia delle religioni (E. B. Tylor), che in blocco oggi vengono chiamate scienze umane. Contro il comparativismo si è mossa la critica storiografica tradizionale e, più acutamente, lo storicismo assoluto. Ma i risultati ottenuti e soprattutto le prospettive scientifiche offerte agli studi umanistici hanno consolidato le discipline comparativistiche. In storia delle religioni, dove l'evidenza della comparabilità dei fatti studiati invalida ogni pregiudizio storicistico (fondato sull'irripetibilità e dunque l'incomparabilità dei fatti storici), operano scuole orientate alla fenomenologia religiosa e pertanto dichiaratamente astoriche ed estranee alla critica e ai problemi storiografici. All'interno di una problematica squisitamente storiografica opera, invece, la scuola romana di R. Pettazzoni.

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