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composizióne

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino compositío-ōnis].

1) Atto ed effetto del comporre: dedicarsi alla composizione di un'opera; composizione delle parole; composizione di vettori, composizione di forze. Più in particolare, l'insieme degli elementi che compongono qualche cosa e il modo in cui la cosa è composta: la composizione del collegio giudicante; la composizione di una medicina; la cosa stessa composta: una composizione chimica. Con sensi più specifici: A) in filosofia, ciò che è costituito da una molteplicità di elementi; in partic., in logica, gli elementi della composizione sono idee o concetti, in metafisica il determinabile e il determinante.B) In musica, processo che presiede alla creazione musicale e nel quale l'autore utilizza tutta una serie di componenti, alcune propriamente tecniche (notazione, armonia, contrappunto, strutturazione formale, strumentazione, ecc.), altre di natura più propriamente estetica e stilistica. C) In urbanistica, l'organizzazione di elementi (supporto viario, elementi architettonici, di arredo, ecc.) secondo un disegno il cui metodo compositivo assume funzione specifica di controllo della forma della città o di sue parti. D) Nell'industria tipografica, l'insieme delle operazioni di produzione delle linee di testo e della loro disposizione in colonne e pagine, secondo moduli di impaginazione prestabiliti. E) Nella produzione dei francobolli, l'insieme degli stereotipi usati per stampare i fogli in macchina piana. Durante la lavorazione, uno o più stereotipi possono essere sostituiti senza che la composizione sia altrimenti modificata. Questo fatto rende in molti casi difficile l'individuazione della composizione con la quale è stato stampato un dato francobollo. Talvolta, impropriamente, invece di composizione è usato il termine tavola. F) In matematica, legge di composizione, operazione che si effettua sugli elementi di un insieme mediante la quale a ogni coppia, o terna o quaterna, ecc. di elementi ordinati si associa un elemento dello stesso insieme, detto immagine della coppia, della terna, della quaterna, ecc. La somma ordinaria di due numeri è, per esempio, un esempio di composizione binaria, così detta perché operante su due elementi. Date due funzioni f e g reali a valori reali si definisce composizione di esse la funzione fºg così definita (fºg)(x)=f[g(x)]. Tale definizione si estende al caso di funzioni tra insiemi qualsiasi. Date le funzioni f:Y↔Z, g:X↔Y, dove X, Y, Z sono insiemi qualsiasi, la composizione di esse è la funzione fºg:X↔Z definita come sopra per ogni valore x dell'insieme X. La composizione di funzioni verifica la proprietà associativa. Date cioè le funzioni f:Y↔Z, g:X↔Y, h:X´↔X dove , X, Y, Z sono insiemi qualsiasi, si ha (fºg)ºh=fº(gºh). G) In statistica, rapporto di composizione, rapporto tra le intensità di due fenomeni delle quali quella a denominatore viene assunta come la totalità; per esempio, il rapporto tra il numero dei nati in una città il 3 gennaio 1972 e il numero dei nati durante tutto il 1972.

2) Appianamento, conciliazione: la composizione di un contrasto. In particolare, nel diritto romano, la somma che il reo pagava all'offeso per farlo recedere dall'azione giudiziaria. L'istituto era già noto ai Greci e ai Germani.

Industria tipografica

La composizione può essere effettuata a mano o con l'ausilio di macchine; la tecnica seguita è, comunque, grosso modo, la stessa. I caratteri vengono disposti a formare linee di giustezza determinata: per far ciò si modificano di volta in volta, in più o in meno, gli spazi fra le parole. Nella composizione manuale, il compositore preleva dalla cassa i caratteri mobili e li dispone con la debita spaziatura sul compositoio ; le singole linee di composizione vengono poi incolonnate con opportune interlinee sul vantaggio. Nella composizione semimeccanica, il compositore compone i testi (generalmente titoli o brevi diciture) disponendo matrici (e non caratteri) su uno speciale compositoio che viene inserito nella macchina fonditrice la quale fornisce linee di composizione fuse in un sol pezzo. La composizione meccanica viene realizzata mediante macchine, denominate compositrici o compofonditrici, che possono essere monolineari, se forniscono le linee di composizione in un sol pezzo, o a caratteri mobili se forniscono linee composte da singoli caratteri; al primo gruppo appartiene la linotype, al secondo gruppo la monotype. Le linee composte formano colonne di testo che, legate, passano sul tirabozze con il quale se ne tirano le prime bozze. Eseguite le correzioni, tirate le seconde bozze, si procede all'impaginazione, cioè all'assemblaggio delle colonne di testo con gli altri elementi tipografici (titoli, filetti, ecc.). Delle pagine così composte si tirano altre bozze, per riscontrare tutte le correzioni e la corrispondenza al progetto. Le pagine sono così pronte per la stampa tipografica o per essere utilizzate al fine di ricavare prematrici o forme di stampa per altri procedimenti. La composizione può anche essere realizzata con speciali macchine per scrivere, nel qual caso è detta dattilocomposizione. Queste tecniche, tuttavia, sono state ormai quasi completamente sostituite dalla fotocomposizione, eseguita mediante apparecchiature che forniscono pellicole fotografiche con l'immagine dei testi composti.

Linguistica

Procedimento lessicale che consiste nell'unire due o più parole in una sola. I singoli elementi che formano la parola composta si dicono componenti, e il significato del composto può risultare dalla somma dei valori semantici dei suoi componenti (capostazione), o può indicare un nuovo concetto non immediatamente desumibile da quello dei componenti (pianoforte). In italiano i nomi composti possono essere variamente formati: da due sostantivi (madreperla), da un aggettivo e da un sostantivo (altopiano), da un numerale e da un sostantivo (millepiedi), da un verbo e da un sostantivo (giradischi), da una preposizione o avverbio e da un sostantivo (doposcuola), da due aggettivi (chiaroscuro), da un aggettivo e da un verbo (belvedere), da due verbi (saliscendi), da un verbo e da un avverbio (posapiano). A volte in un composto italiano si cela la giustapposizione di due parole latine: terremoto (terrae motus), acquedotto (aquae ductus). Anche gli aggettivi possono essere composti: o da due aggettivi (agrodolce), o da un avverbio e da un aggettivo (sempreverde). Frequenti sono anche i composti verbali (fare, rifare, disfare, strafare, ecc.). La composizione appare in tutte le lingue indeuropee. In latino ci sono composti che sono la semplice giustapposizione di due parole flesse: paterfamilias (padre di famiglia; familias è un'antica forma di genitivo). Spesso però la fusione delle due parole è così intima da rendere difficile l'individuazione dei due originari componenti: ferox (feroce) formato dall'aggettivo ferus (fiero) e dalla radice del sostantivo oculus (occhio). Una buona parte di composti latini sono imitazioni di corrispondenti composti greci: magnanimus (magnanimo) riflette il composto greco megalóthymos. Un ulteriore sviluppo di composti si ha nel latino volgare, e parecchi di essi sono continuati nelle lingue romanze: in-odio da cui il francese ennui, medio-loco da cui il francese milieu. Più numerosi sono in latino i composti verbali nei quali i due componenti sono abbastanza facilmente riconoscibili: eo (vado), ab-eo, ad-eo, circum-eo, co-eo, ex-eo. Nell'epoca più arcaica però il primo elemento del composto verbale poteva anche essere separato dal verbo, come appare dal fenomeno della tmesi: in Plauto si ha, per esempio, disque tulissent in luogo del composto distulissent. Questo fenomeno appare anche nella fase più arcaica di altre lingue indeuropee (testi vedici, lingua di Omero). Molto più diffusa è la composizione, tanto nominale quanto verbale, in greco: lo stesso composto può avere due diversi significati secondo la posizione dell'accento, thērotróphos (che nutre animali), thērótrophos (nutrito da animali); analogamente in indiano antico rājaputrás (figlio di re), rájaputras (che ha un figlio re). Nelle lingue moderne, la composizione è soprattutto sviluppata in quelle germaniche. Il tedesco ha notevoli capacità di formare i più svariati composti: Hausherr (padrone di casa; da Haus, casa, e Herr, padrone), Sommernachtstraum (sogno d'una notte d'estate; da Sommer, estate, Nacht, notte, Traum, sogno). Nella composizione verbale tedesca sono rimaste tracce dell'originaria indipendenza della preposizione che abbiamo già notato in latino e in greco arcaico e nei testi vedici: ich teile mit (io comunico; da mitteilen, comunicare). Anche l'inglese ha buone possibilità di formazione di parole composte: sleeping-car (vagone letto), dearbought (comprato a caro prezzo), fastsailing (che naviga velocemente), welldoing (agg., che agisce bene; s., buona condotta).